Papa Francesco, nella conferenza stampa del 18 agosto scorso sul volo di ritorno da Seul a Roma, ha affermato che le crisi internazionali attuali hanno portato allo scoppio di "una terza guerra mondiale combattuta a pezzi". Il Pontefice ha sottolineato "la crudeltà spaventosa" dei conflitti che coinvolgono soprattutto i civili inermi, donne e bambini e ha richiamato l'attenzione su come la tortura sia diventata "un mezzo quasi ordinario" aggiungendo che questi sono "i frutti di una guerra, qui siamo in guerra, è una terza guerra mondiale ma a pezzi". Il Santo Padre non ha nascosto la sua preoccupazione per le crisi siriana e irachena affermando di "essere pronto a recarsi nel Kurdistan" per pregare e alleviare le sofferenze della popolazione colpita dagli eventi bellici. Bergoglio ha sottolineato la necessità di fermare "l'aggressione ingiusta" in corso in Iraq ma non ha legittimato l'azione militare americana poiché "una sola nazione non può giudicare come si ferma un tale atto" perché, dalla fine dalla seconda guerra mondiale, ciò spetta alle Nazioni Unite. Papa Francesco si è soffermato anche su quanto sta accadendo nel Medioriente ribadendo che la sua preghiera in Vaticano con Abu Mazen e Shimon Pers "non è stata assolutamente un fallimento" poiché è stata aperta la porta della pace che ora il fumo delle bombe non lascia intravedere. Egli ha mostrato la propria disponibilità a recarsi pure in Cina dal momento che i contatti del Vaticano con Pechino sono sempre aperti e ha definito il popolo cinese "nobile e saggio" poiché "ha una storia di scienza e di saggezza alla quale parteciparono anche i gesuiti come padre Matteo Ricucci"; infine ha ricordato la lettera inviata da Benedetto XVI ai cattolici cinesi e ha detto di considerare un possibile suo viaggio negli Stati Uniti nel settembre 2015. Il Santo Padre ha fatto riferimento anche all'incontro avuto a Seul con i familiari delle 300 vittime del naufragio del traghetto "Se Wol" e a chi nel suo entourage gli ha consigliato di togliersi per mostrare neutralità il nastrino giallo, simbolo dell'attesa della giustizia, che uno di loro gli ha appuntato sulla sua veste ma il Pontefice ha deciso di non ascoltare il suggerimento perché "davanti al dolore umano non si può essere neutrali". Francesco ha confermato le indiscrezioni pubblicate qualche mese fa da Blasting News accennando nuovamente a possibili "dimissioni" in caso di "salute non buona". Questa affermazione è stata evidenziata da pochi mass media tra cui il sito internet del quotidiano "La Repubblica" in un articolo del 19 agosto. Bergoglio ha specificato che la figura del Papa emerito non è un'eccezione ma un'istituzione e ha confidato di avere un rapporto normale con Ratzinger affermando che è "come avere il nonno in casa nel senso che posso contare in qualunque momento sulla sua saggezza". Il Pontefice ha parlato anche delle sue vacanze trascorse, come al solito, in casa sentendo musica, dormendo e pregando di più.
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