Hanno iniziato nel 2012 quelli di Google a diffondere i numeri sulle richieste dei dati utenti da parte delle autorità; sulla scia dell'esempio si sono aggiunte Yahoo, Facebook , Apple e anche Twitter, allineandosi alla trasparenza dei rapporti. Proprio la piattaforma di microblogging è tornata in queste ore, con un rapporto di trasparenza, a fornire le richieste dei governi su informazioni specifiche degli utenti. E così veniamo a sapere che le richieste continuano ad aumentare. Nel primo semestre dell'anno in corso sono state 2.058, da parte di 58 stati, le richieste dei dati utenti a Twitter, il 46% in più rispetto al semestre precedente.

Parte del leone la fanno gli Stati Uniti con il 61%, pari a 1257 richieste; a distanza seguono il Giappone e l'Arabia Saudita, mentre in Europa la maggiore richiesta (78) è dell'Inghilterra, seguita da Spagna e Francia; l'Italia, con solo 10 richieste da gennaio a giugno 2014 occupa il fanalino di coda della classifica, e almeno in questo caso forse non è un male.

Il tema è assai delicato, già Facebook per difendere la privacy dei suoi utenti era finito in tribunale nello scontro con il procuratore distrettuale di Manhattan sulla richiesta di accesso ai dati di account di 381 persone. Email e indirizzi IP la richiesta prevalente per casi che riguardano indagini criminali. Si legge nel rapporto che sono cresciute anche le richieste di rimozione di contenuti per diffamazione o presenza di contenuti vietati nelle varie nazioni, tali richieste sono state fatte da 31 paesi per un totale di 432 domande di rimozione; al comando di questa graduatoria c'è la Turchia, che quattro mesi fa aveva bloccato l'accesso su Twitter.

Il rapporto contiene una sorta di commento per ogni paese, per quello che riguarda il nostro si può leggere di un decreto ingiuntivo per la rimozione di 11 blog ritenuti diffamatori nei confronti di un medico associato alla controversa morte di un paziente, 9 degli 11 sono stati rimossi dal domino 'Blogspot'. Dopo i brutti fatti delle intercettazioni Nsa, c'è davvero bisogno di trasparenza e garanzia della privacy degli utenti, da conciliare con le sacrosante esigenze di investigazione criminale.