Colpo al gruppo mafioso dei Ragaglia che opera nellazona di Randazzo e affiliato al clan catanese dei Laudani. I Carabinieri, nell’operazionedenominata “Trinacrium”, alle prime luci dell’alba, hanno tratto in arrestootto persone, gran parte delle quali già in carcere e le restanti agli arrestidomiciliari. Le indagini delle forze dell’ordine sono partite nel 2011 e sisono protratte fino a tutto il 2013 e agli arresti di oggi. Il gruppo mafiosodei Ragaglia, meglio conosciuto come i “Mussi i ficurinia”, con azioni violentee criminali ha ottenuto il controllo del territorio e la gestione delleattività illegali nella zona del comune di Randazzo e nei paesi limitrofi.Associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsioni e persinosequestro di persona tra i reati contestati al gruppo criminale.

I Carabinierihanno segnalato infatti un episodio in particolare, una vittima del racket èstata costretta a salire in un’automobile per essere condotta in un casolareabbandonato dove è stata sequestrata, picchiata e minacciata di morte con unapistola.

Le indagini hanno condotto all’arresto di colui cheè ritenuto il vertice del gruppo mafioso, Claudio Ragaglia, 45enne, già incarcere e che per le sue capacità di gestione è conosciuto negli ambienticriminali come “Direttore”. Coinvolto anche il fratello maggiore RagagliaAntonino Salvatore, classe 1962, già in carcere.

Tra gli arrestati anche gliuomini operativi del gruppo, tutti già in carcere il 42enne Giuseppe Cartillone,Giuseppe Minissale, classe 1963, e Luigi Virgilio, 33enne. Agli arrestidomiciliari sono finiti Paolo Rombes, 57 anni, e Antonio Salvatore Sapiente, di48 anni. Arresti domiciliari anche per il più giovane del gruppo Samuele LoCastro di 29 anni, ma lo stesso è già agli arresti nel carcere di Palermo pervicende legate ad altri reati commessi.

Il gruppo intratteneva rapporti criminali con altriclan della zona ed era forte il legame con il clan catanese dei Laudani, tra ipiù influenti nella zona etnea.

Le indagini, avvenute con l’ausilio diintercettazioni sia telefoniche che ambientali, hanno permesso di ricostruirealcune vicende criminali riguardanti gli arresti. L’opera investigativa delleforze dell’ordine ha anche permesso di risalire ai ruoli ricoperti da ognunodei personaggi coinvolti all’interno dell’organizzazione mafiosa.

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