Continua a mietere vittime l'ebola. Thomas Duncan, è morto a Dallas, ieri, mercoledì 8 ottobre, alle 7.51 ora locale (15.51 in Italia). Il 42enne da giorni si trovava in condizioni fortemente critiche dopo aver contratto il morbo in Liberia, precisamente a Monrovia. Aumenta il terrore in Europa: peggiora la situazione in Spagna. Maria Teresa Romero è l'infermiera spagnola che si era presa cura del missionario Manuel Garcia Viejo. Come testimonia il marito, Javier Limon, dopo la morte del paziente la donna si sarebbe concessa qualche giorno di vacanza.
Poco dopo avrebbe iniziato a sentirsi male, presentando una leggera febbre.
Teresa è ricoverata, in isolamento, all'ospedale Carlos III di Madrid e dice di aver rispettato il "protocollo di sicurezza". Risponde German Rodriguez, uno dei medici, che probabilmente la donna si era toccata il viso mentre teneva ancora addosso i guanti di sicurezza. Anche Limoli si trova in isolamento. Destino di morte per Excalibur, il cane della coppia, il quale nonostante non mostrasse alcun sintomo, è stato soppresso per evitare ulteriori possibili contagi. Inutilmente si è mobilitato il Partito Animalista e inutilmente sono state raccolte più di 300 000 firme attraverso una petizione online per salvare l'animale.
In piazza moltissimi spagnoli urlano: "Assassini". Sotto osservazione anche due infermiere, anche esse spagnole, che hanno avuto contatti con i due missionari rimpatriati e poi deceduti nell'ospedale.
Rientrato l'allarme in Italia. Tirano un sospiro di sollievo gli italiani. I test rivelano infatti che il nigeriano assistito nella Capitale, presso l'ospedale "Spallanzani", non è infetto da ebola bensì da malaria. Si espone Lorenzin: "In Italia non ci sarà epidemia ma non si escludano casi sporadici". La Banca Mondiale ha stimato che entro la fine del prossimo anno verranno investiti 32,6 miliardi di dollari per sconfiggere questo virus mortale. Buone notizie anche dall'Africa. Sembrano, infatti, essere diminuiti i contagi e le morti in Liberia.