Lo aveva affidato a lui perché si fidava di quell'uomo che per anni aveva fatto da patrigno a suo figlio, e che ora considerava alla stregua di un nonno. Invece, mai scelta fu più sbagliata per questa madre statunitense, il cui bimbo di 2 anni, Robert, è stato sottoposto a terribili torture e violenze fino alla morte, sopraggiunte in seguito alle profonde ferite causate dai colpi inferti dal "nonno", Raymond Matthew Brittle, quarantenne del Maryland.

Robert, torture e sofferenze atroci prima di morire

Ad un anno di distanza, la vicenda non è ancora del tutto chiara, ma dal processo stanno emergendo dettagli abominevoli circa la violenza che ha dovuto subire il piccolo Robert Watkins, dopo che la madre lo ha lasciato alle "cure" di Raymond Matthew Brittle e della moglie, la 37enne Melissa.

Non si è ancora capito come mai la madre dello sventurato bambino abbia deciso, un giorno, di affidarlo per 6 mesi a quelle persone. La donna l'avrà fatto perché si fidava di quell'uomo, visto come un nonno, ma resta da comprendere i motivi di un affidamento così lungo. Passarono pochi giorni dal suo alloggio in quella nuova casa, che per il piccolo Robert cominciò un vero e proprio inferno. L'uomo ha cominciato a picchiarlo con ferocia, ogni giorno, fino a quel 5 settembre, quando scatenò la sua rabbia omicida nei confronti del bambino.

La "colpa" del piccolo era quella di non mangiare da un po' di tempo. Infuriato, Raymond lo prese per la testa e iniziò a scuoterlo con forza, poi passò ad una orribile punizione, utilizzando una spazzola per il barbecue. Con quell'oggetto tra le mani, il quarantenne lo strofinò con violenza sui denti di Robert, fino a fargli sanguinare copiosamente le gengive, provocandogli profondi tagli. Non pago, il "nonno" si avventò sul corpicino già devastato del piccolo, colpendolo con una cintura e prendendolo a calci.

La corsa in ospedale e la morte del povero Robert 

Subito dopo averlo torturato per ore, Robert e la moglie Melissa portarono il bambino in ospedale, raccontando che era caduto mentre stava giocando. I medici si accorsero subito che lo stato in cui versava il piccolo paziente era troppo grave per una banale caduta dalle scale, e dopo tre giorni di ricovero Robert non ce l'ha fatta ed è morto.

Il medico legale, quando ha effettuato l'autopsia sul corpicino, nel referto ha riportato le raccapriccianti torture che il bambino deve aver subito in 6 mesi: aveva il cranio fratturato, lividi dappertutto, lesioni alla testa procurate da una violenta caduta e la bocca devastata dalle ferite inferte con la spazzola da barbecue.

Le accuse e le incriminazioni per marito e moglie

Raymond Matthew Brittle è stato incriminato, in questi giorni, per abuso su minori con morte, omicidio di secondo grado, aggressione e cospirazione: per lui si apriranno le porte del carcere, nel quale dovrebbe restare rinchiuso fino ai prossimi 55 anni.

Anche la moglie, Melissa, è stata incriminata perché ha assistito alle torture subite dal bambino senza intervenire e ha confessato, ammettendo di aver partecipato pure lei alle violenze sul piccolo Robert. La donna ha chiesto il divorzio dal marito e, per incastrarlo, ha registrato una telefonata con Brittle nella quale gli chiedeva perché avesse agito in quel modo così brutale. Nonostante ciò, non potrà evitare almeno 20 anni di galera. 

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