L'Isis colpisce ancora, con altrettanta ferocia e atrocità, sempre per un'ideologia legata alla loro legge islamica la Sharia, che prevede l'applicazione di condanne esecutive e tragiche, fatte di lapidazioni e da altre atrocità che, successivamente, vengono immortalate dagli stessi Jihadisti e pubblicate nel web. L'ennesimo omicidio, perché di questo si tratta, si è consumato nelle scorse ore tra la Siria e l'Iraq: la notizia è stata resa pubblica dalla stessa associazione terroristica, mediante le foto che immortalano tutti gli istanti della carneficina. Questa volta a pagare il prezzo di tale follia è un uomo gay, i Jihadisti chiariscono questo loro gesto dichiarando che la legge Islamica, la Sharia, prevede che i sodomiti, ovvero gli omosessuali, debbano essere portati nel punto più alto della città, gettati nel vuoto e successivamente lapidati.

La condanna di quest'uomo, il cui nome non è stato dichiarato, ha eseguito dettagliatamente questa prassi. L'uomo accusato di essere omosessuale è stato lanciato dal tetto di un palazzo e una volta a terra, ha subìto la lapidazione.

Un mese fa la prima condanna per omosessualità

Circa un mese fa, si era consumata in Siria la prima condanna a morte per casi di omosessualità: fino ad allora, infatti, le uniche condanne esecutive, emerse e rese pubbliche dall'Onu e dagli stessi Jihadisti, riguardavano la lapidazione di donne o uomini macchiati dal reato di adulterio. Questa prima condanna per omosessualità avvenuta il 25 Novembre, aveva coinvolto, due giovani di 18 e 20 anni, i quali ricevuta la condanna di omosessualità, hanno subìto la lapidazione. Quello consumatosi nelle scorse ore lascia ulteriore sgomento, poichè prima di subire la lapidazione, il condannato è stato condotto sul tetto di un edificio, è stato spinto nel vuoto e soltanto una volta accasciatosi al suolo ha subito la lapidazione, il tutto immortalato dagli stessi terroristi che hanno, successivamente, pubblicato i dettagli sul web.

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Vicende come queste lasciano sgomento non soltanto a chi li apprende dai giornali, ma soprattutto a chi vive direttamente questo dramma, essendo schiavi di questa legge che si traduce in dittatura lo SHARIA, che calpesta la dignità e la libertà dell'uomo, primo diritto di ciascun popolo.