Non solo la tragedia per un figlio che se ne va a causa di una guida disattenta, ma anche la rabbia immensa perché alla guida di quello scooter c'era un minorenne, un ragazzo di appena diciassette anni. E' accaduto tutto sabato sera, verso le otto, quando mamma e figlio, un bambino che la settimana prossima avrebbe compiuto cinque anni, escono da una cartoleria dove hanno appena comprato un bel giocattolo. L'ultimo giocattolo di Luigi. Ad un certo punto, uno scooter, una Honda Sh-125 travolge mamma e figlio proprio davanti al negozio, situato in via Ercole Ercoli.

Anche il diciassettenne alla guida del mezzo cade per terra e così per diversi minuti i tre sono rimasti sull'asfalto, storditi e privi di senso. I testimoni dell'incidente hanno prestato i primi soccorsi e chiamato l'ambulanza del 118 che, giunta sul luogo dell'incidente, ha immediatamente trasportato mamma, figlio e conducente all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Qui, le condizioni del piccolo Luigi sono apparse subito molto gravi e infatti i medici non hanno potuto fare nulla per tenerlo in vita: Luigi è morto due ore dopo. L'urto è stato troppo forte, così forte da far sbalzare dalla sella del proprio scooter anche il ragazzo diciassettenne, adesso accusato di omicidio colposo.

La madre del piccolo Luigi, invece, è ricoverata all'ospedale Loreto Mare di Napoli, avendo riportato diversi traumi che però non si sono rivelati fatali.

La famiglia si stava recando in visita dai nonni, ma prima aveva scelto di far tappa in quella cartoleria per comprare un giocattolo. E' proprio il nonno di Luigi che si sfoga: "Io mi domando dove doveva andare quello scooter, visto che procedeva a gran velocità. E oltretutto alla guida c'era un minorenne, un ragazzo di diciassette anni". I nonni abitano proprio a pochi metri dalla cartoleria dove si è consumata la tragedia. E pensare che pochi metri ancora e il piccolo sarebbe stato accudito tra le braccia di suo nonno, mentre adesso quella cartoleria, così vicina alla loro abitazione, sarà per i nonni richiamo costante alla tragedia del loro piccolo nipote, deceduto a causa dell'ennesimo caso di guida spericolata e disattenta in centro abitato, oltre che di non rispetto verso le leggi, visto che il ragazzo che portava lo scooter era minorenne e non aveva la patente per poterlo guidare.

I testimoni dell'accaduto si sono scagliati contro l'immobilismo dello stato, a causa di quelle strade del loro comune che in alcuni punti sono del tutto prive di segnaletica stradale. "Siamo abbandonati dalle istituzioni" ha dichiarato un testimone, durante un'intervista rilasciata per il tg3. In realtà viene da pensare che alla guida di quello scooter c'era un minorenne (senza patente) e che in casi come questi non si tratta di essere abbandonati dalle istituzioni, e che la responsabilità ricada nella sfera soggettiva.