Dopo la scomparsa di Pino Mango durante un concerto a Matera e di quella del rocker inglese Joe Cocker nella sua casa negli States dopo una lunga malattia ai polmoni, nella notte fra domenica 4 e lunedì 5 gennaio se n'è andato un altro grande della musica melodica italiana, il napoletano Pino Daniele, che ha avuto giusto il tempo di esibirsi a Capodanno nel corso del "concertone" andato in onda su Rai 1 a "L'anno che verrà". Il cantautore, che proprio in autunno aveva riunito lo storico gruppo musicale con il quale aveva cominciato la carriera, è stato ucciso da un infarto che non gli ha dato scampo e a sessant'anni (li avrebbe compiuti nel prossimo mese di marzo, il giorno 19) lascia un grande vuoto nel panorama della musica italiana ed internazionale.

Sono stati Ramazzotti e la Pausini, nel corso della notte, a dare la notizia sui social, seguiti "a ruota" da amici e parenti, caduti nello sconforto più totale per l'improvisa scomparsa di un uomo comunque giovane e ancora in grado di salire su un palco per allietare i fan con le sue canzoni.

Fra i più grandi successi di Daniele è impossibile non ricordare "O'scarrafone", un brano rimasto nelle orecchie e soprattutto nel cuore di quella generazione cresciuta a cavallo fra gli anni '80 e '90. A proposito, una delle prime esibizioni del napoletano è stata l'apertura del concerto di Bob Marley nel 1980 a cui parteciparono un gran numero di spettatori e da cui cominciò una gloriosa carriera coronata di tanti successi sui palchi di tutta Italia e non solo.

Napoli piange il suo rappresentante più prestigioso nel giorno che precede l'Epifania e un velo di tristezza si staglia su tutta la città, pronta a questo punto a dare l'ultimo saluto ad uno dei più grandi della musica contemporanea. Indimenticabili le sue esibizioni allo storico Festivalbar che nei giorni di mezza estate faceva cantare grandi e piccini soprattutto negli anni '90, con i suoi tanti "tormentoni" che difficilmente scompariranno dal cuore di tutti gli appassionati.



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