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Cinque giovani operai hanno portato alla luce un segreto dimenticato da secoli, in uso ai tempi di Cleopatra e Poppea: il bagno nel latte. Purtroppo per loro però, l'organizzazione non è stata delle migliori ed il trattamento di bellezza è costato caro, tanto da mandare l'azienda in rovina. A chilometri di distanza dall'Egitto e precisamente in Russia ad Omsk, nella Siberia occidentale, cinque dipendenti dell'azienda casearia Siri hanno pensato bene di immergersi in una vasca piena di latte destinata però alla produzione del formaggio. Nessuno li avrebbe mai scoperti se non avessero documentato l'evento con degli scatti fotografici che sono finiti in rete grazie ad uno di loro, Artem Romanov. Ed è così che la pubblicazione delle foto su VKontakte, il Facebook russo, ha fatto il giro del Paese scatenando il disgusto dei cittadini. L'interesse per il trattamento di bellezza si è scatenato in brevissimo tempo, l'ente per la tutela dei consumatori e il controllo della salute pubblica, il RosPotrebNadzor, è intervenuto immediatamente disponendo la chiusura dell'azienda per 90 giorni.

Il nostro lavoro è noioso

I ragazzi hanno pensato di festeggiare il compleanno di un collega facendo il bagno nel latte, generando un calo di vendite a scatenando un grande polemica. Il più grande distributore russo di generi alimentari, X5 Retail group, ha ritirato dal commercio i prodotti dell'azienda Siri. C'è stato anche un processo a causa della violazione delle varie norme sanitarie, le condizioni dell'ambiente e i metodi di lavorazione dei prodotti. Il processo è stato stabilito a seguito di un controllo sanitario, con accurata ispezione di tutto lo stabilimento, in cui è risultato che le condizioni igienico sanitarie dell'azienda non sono soddisfacenti. A dimostrazione di ciò, è stato diffuso dalla rete russa NTV un video in cui sono ripresi operai in pantofole e senza maglietta che lavorano i prodotti servendosi di bacinelle poggiate a terra su un pavimento che lascia a desiderare.

Strano caso di idiozia

In Russia, la legge prevede la possibilità di ispezione solo una volta ogni tre anni e come racconta Dmitry Yanin, della Confederazione russa dei consumatori, al Los Angeles Times: "Un caso di pura idiozia, il problema in Russia è che non c'è modo di evitare questi comportamenti, l'industria alimentare è fuori dal controllo dello Stato".