Spazio, un'immensità che da secoli affascina l'uomo, il quale cerca di carpirne i segreti con mezzi sempre più tecnologici. Le stelle, gli asteroidi, i pianeti. Chissà ancora quanti segreti celano che devono essere scoperti. Se sulla Luna ci siamo finiti quarantasei anni fa - sebbene non siano pochi i dubbi e gli scetticismi in merito - stiamo gradualmente studiando anche Marte, seppur con robot a debita distanza. E poi c'è il Sole, che ogni tanto ci tempesta con tutte le conseguenze che ciò comporta; o si offusca con affascinanti eclissi. E ancora la scoperta di tanti altri Pianeti simili alla Terra, che magari celano 'cugini' lontani.

Ma dallo spazio giungono sovente anche minacce per il nostro Pianeta, da meteoriti che hanno sfiorato anche il nostro Paese o sono caduti in altri angoli della Terra, provocando misteriosi crateri.

O talvolta sono le stesse tecnologie utilizzate dagli esploratori che si ritorcono contro, rischiando di finire fuori controllo e ripiombare violentemente sulla Terra stessa, a mo' di boomerang impazzito. E' il caso di una una navicella spaziale russa senza equipaggio (conosciuta anche col nome di cargo) lanciata ieri verso la Stazione Spaziale Internazionale, della quale però si sono persi i contatti essendo finita fuori controllo, e destando ora molte preoccupazioni.

L'allarme lanciato dal Ccve

Come riporta l'Agenzia di stampa Agi, a lanciare l'allarme è il Centro di controllo dei Voli spaziali (conosciuto anche con l'acronimo Ccve) russo. Il cargo si chiama Progress M-27M ed è stato inviato nello Spazio per portare rifornimenti. Purtroppo esso starebbe precipitando verso la Terra, secondo quanto riferito da una fonte anonima vicina alla missione.

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Queste le parole diffuse: "Ha cominciato la discesa e non ha un altro posto dove andare". Ad ogni modo, i suoi frammenti, dalla non chiara dimensione, ci toccherebbero sicuramente. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare una dichiarazione ufficiale dell'agenzia spaziale russa, la quale dovrebbe chiarire cosa sta succedendo e magari rassicurarci sull'accaduto. O, di contro, ma speriamo di no, alimentare l'ansia.