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Elena Ceste è stata uccisa dal marito, Michele Buoninconti? Gli elementi a carico del quarantaquattrenne Vigile del Fuoco sembrano dare ragione a questa tesi, avvalorata ancora di più dall'arresto dell'uomo avvenuto lo scorso 29 gennaio sulla base delle indagini compiute dagli inquirenti dopo il ritrovamento del corpo della povera trentasettenne di Costigliole d'Asti in un canale di scolo poco lontano dalla sua abitazione. In particolar modo è il ritratto psicologico di Michele Buoninconti a destare particolari sospetti, anche perchè, sin dal principio, l'uomo di dimostrato tutta la sua scaltrezza, malizia e capacità di calcolo nei confronti dei carabinieri. La relazione psicologica effettuata da un perito sulla personalità del marito di Elena Ceste ha rivelato particolari sconvolgenti.

Delitto Elena Ceste: Michele Buoninconti geloso in maniera ossessiva  

Michele Buoninconti soffrirebbe di un vero e proprio disturbo di personalità di carattere compulsivo e ossessivo. E' straordinariamente preoccupato per l'ordine, per il perfezionismo ed ha la tendenza a voler esercitare controllo mentale sulle persone che lo circondano. Ciò che si è intuito è che la povera Elena Ceste fosse diventata prigioniera nella propria abitazione, schiava di un carceriere geloso come era diventato il Buoninconti. L'uomo, infatti, costringeva la moglie a rimanersene in casa e a non uscire per alcun motivo. La sua gelosia avrebbe raggiunto il suo massimo livello quando Michele Buoninconti venne a sapere delle 'attività su Facebook' intraprese da Elena Ceste: la donna passava il suo tempo a chattare anche con vecchi amici e conoscenti e tutto questo aveva turbato l'uomo sino all'esasperazione. 

Elena Ceste non usciva più, gelosia di Michele Buoninconti movente del delitto?

Elena Ceste non usciva più di casa, nemmeno per andare dal parrucchiere: Buoninconti era arrivato persino al punto di tagliarle lui stesso i capelli, proprio per evitare che la moglie avesse contatti con il mondo esterno, con la vita del paese di Costigliole. Non dimentichiamoci che l'uomo, nei mesi estivi, lasciava senza copertura assicurativa la macchina della moglie che doveva servire solo per accompagnare i figli a scuola. La gelosia, dunque, sarebbe stata la causa scatenante del delitto? Gli inquirenti sono sempre più certi di questo movente: aspettano solo che Buoninconti si possa tradire in maniera compromettente o che addirittura confessi (ipotesi poco probabile però) il delitto di Elena Ceste.