Mattinata di terrore al Palazzo di Giustizia di Milano durante una normale giornata di procedimenti giudiziari. Intorno alle 11 il 57enne Claudio Giardiello originario di Benevento ma residente a Brugherio, imputato in un processo per bancarotta di una delle sue aziende, ha fatto fuoco uccidendo tre persone e dandosi successivamente alla fuga su un motorino. Dopo un lungo inseguimento la polizia ha bloccato il folle nei pressi di Vimercate.

La ricostruzione dell'accaduto racconta di un'udienza al terzo piano dello stabile che vedeva imputato il Giardiello per bancarotta fraudolenta.

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All'improvviso l'omicida ha tirato fuori un arma e ha fatto fuoco contro suo nipote Davide Limongelli (40 anni), ferendolo gravemente, contro il suo ex avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani (37 anni) che muore sul colpo e contro Giorgio Erba (60 anni), anche lui imputato nel processo, che muore poco dopo al Policlinico.

L'ultimo colpo è per il PM Luigi Orsi, miracolosamente illeso.

La scia di sangue del Giardiello è proseguita mentre scendeva le scale con il ferimento ad una gamba del suo ex commercialista Stefano Verna, prima di entrare nella stanza del giudice 70enne Fernando Ciampi che uccide con due colpi di pistola. Nel fuggi-fuggi generale scatenatosi per i colpi di arma da fuoco, il Giardiello riesce a darsi alla fuga a bordo di un motorino, per uccidere un'altra persona, come appurato dalla forze dell'ordine dopo il suo arresto avvenuto nei pressi di Vimercate. Durante l'interrogatorio il killer ha avuto un malore ed è stato trasportato in ospedale in ambulanza.

Molti gli interrogativi dopo questa folle giornata, in primis come è possibile che un uomo con un arma da fuoco sia entrato nel Palazzo di Giustizia nonostante i metal detector all'ingresso.

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La risposta arriva da alcuni avvocati che hanno denunciato la facilità di accesso dagli ingressi a loro riservati semplicemente mostrando il tesserino che più delle volte non viene controllato. Basta avere un tesserino falso per varcare, senza controlli, le porte del Tribunale.

Sull'episodio è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dichiarato: "i magistrati sono sempre esposti in prima linea e a loro servitori dello Stato va assicurato il massimo possibile in termini di sicurezza".