Il caso riguardante la morte di Elena Ceste continua ad occupare le pagine di cronaca, soprattutto dopo l'arresto, avvenuto lo scorso 29 gennaio, del marito della donna, Michele Buoninconti, accusato di essere responsabile dell'atroce delitto. Uno degli elementi più interessanti che hanno portato gli inquirenti a ritenere, il quarantaquattrenne vigile del fuoco, colpevole dell'omicidio della moglie è costituito dal fatto che l'uomo abbia sempre avuto un rapporto piuttosto 'difficile' con i carabinieri, quasi come se volesse appositamente tentare di sviare le indagini. Il suo comportamento durante la scomparsa della moglie e, ancor di più, dopo il ritrovamento del suo corpo senza vita, sono stati considerati come elementi importanti: naturalmente, gli inquirenti hanno raccolto contro il Buoninconti degli indizi concreti che hanno portato al suo arresto e alla sua detenzione in carcere.

Elena Ceste: Michele Buoninconti tra contraddizioni e 'strani' rapimenti

Il settimanale 'Giallo' ha riportato il dialogo avvenuto tra Michele Buoninconti e i carabinieri, l'11 febbraio 2014, a nemmeno un mese di distanza dalla scomparsa di Elena Ceste. L'uomo affermava che la moglie fosse stata presa con la forza, messa in macchina e successivamente spogliata. Gli inquirenti, a quel punto, gli fecero un'obiezione: secondo logica, se la donna fosse stata realmente sequestrata, Michele avrebbe dovuto ricevere la richiesta di un eventuale riscatto per la sua libertà. 

Pochi giorni dopo, il vigile del fuoco avrebbe persino fatto i nomi e cognomi di due amici di Elena Ceste: secondo lui, sarebbero stati loro i responsabili del sequestro. Gli inquirenti, naturalmente, si occuparono di effettuare delle indagini su tali individui, salvo scoprire la loro completa estraneità al caso. 

Delitto Elena Ceste: Michele Buoninconti 'preoccupato' della ruspa quel 18 ottobre?

Inoltre, proprio il 18 ottobre, giorno del macabro ritrovamento dei resti della povera Elena Ceste, Michele Buoninconti stava parlando al telefono con un'amica mentre notò, fuori dalla finestra, una ruspa, impegnata in quelli che erano normali lavori di bonifica al canale Rio Mersa.

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'Questa mattina ho visto arrivare un escavatore - confidò il vigile del fuoco alla sua interlocutrice - perchè stanno scavando vicino al canale? Cosa dovranno fare?'

Secondo la procura di Asti, Michele Buoninconti avrebbe ucciso Elena Ceste mentre la donna usciva nuda dal bagno: successivamente l'uomo si sarebbe occupato di gettare il suo corpo nel canale per poi consegnare ai carabinieri i suoi vestiti, affermando di averli trovati appena fuori dall'abitazione.