Il prossimo anno finalmente verrà svuotato il Lago di Vagli Sotto. Va dritto al punto Mario Puglia, primo cittadino del borgo toscano: la dichiarazione, pubblicata nei giorni scorsi sul suo profilo Facebook, ha immediatamente scatenato un'enorme aspettativa collettiva che, tuttavia, al momento è ancora a rischio di andare incontro a una possibile delusione.

L'ultima parola su questo fermo intento del sindaco, infatti, non spetta all'amministrazione comunale bensì a Enel, attuale ente proprietario della diga: la riemersione prossima di Fabbriche di Careggine, quindi, è di fatto in attesa della conferma ufficiale.

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La genesi del borgo fantasma

Quello di Vagli, è un lago di natura artificiale. Il progetto di realizzazione del bacino lacustre, nato in conseguenza alla costruzione della diga sul fiume Edron, inizia a farsi strada nel 1941 quando l'allora società elettrica, la Selt-Valdarno, si decise per la costruzione di un monumentale sbarramento da erigere appunto sul corso d'acqua, allo scopo di creare una riserva idrica a cui poter attingere per alimentare le turbine della centrale idroelettrica sottostante, nella vicina Torrite.

La diga, estesa su 92 metri di altezza e 36 milioni di metri cubi di capienza, fu completata nell'arco di 6 anni: durante i lavori del cantiere la popolazione di Fabbriche di Careggine, villaggio medievale localizzato proprio all'interno di quello che adesso è il perimetro del lago, venne fatta progressivamente evacuare e trasferire nelle abitazioni di Vagli di Sotto, borgo appositamente costruito ex novo su una collina sovrastante il bacino e progettato in modo da ricalcare fedelmente l'impianto urbanistico del paese che sarebbe stato di lì a poco completamente ricoperto d'acqua.

Le pietre di Fabbriche di Careggine, successivamente al 1953, sono tornate a farsi scaldare dalla luce diretta del sole per 4 volte soltanto, in altrettante distinte annate: 1958, 1974, 1983 e 1994. Nel 2003, tuttavia, la Toscana fu messa in ginocchio da un'ondata di caldo che fece del bacino di Vagli una risorsa assolutamente decisiva per l'approvvigionamento idrico del territorio, tanto che nel 2004 il programma decennale di manutenzione e dunque di svuotamento che era stato applicato fino a quel momento, nonostante le aspettative non fu messo in atto.

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Un milione di visitatori

Il 1994, dunque, è stata ad oggi l'ultima occasione utile per poter passeggiare en plein air fra le strade dismesse della piccola Atlantide garfagnina. La reazione collettiva, allora, fu molto forte: a riversarsi su Fabbriche di Careggine furono in centinaia di migliaia, e le stime ufficiali riferite a quei giorni parlano di qualcosa come un milione di presenze registrate. Le procedure e i materiali sempre più ottimizzati impiegati da Enel nel corso degli ultimi lustri per ispezionare il corpo della diga, hanno fatto poi progressivamente venir meno la necessità periodica di svuotare il lago in modalità completa: da qui lo slittamento prima e l'annullamento poi della riemersione totale successiva del borgo, rimasto quindi sott'acqua senza interruzioni per 21 anni.

Adesso, il clamore suscitato dalle dichiarazioni del da sempre battagliero sindaco Puglia smuove le acque - è proprio il caso di dirlo - e chiama a gran voce l'ente in causa: che l'estate 2016 sia per davvero la volta buona? Solo Enel potrà determinarlo con certezza insindacabile: non resta che attendere.