"Il mio nome di nascita non conta più. Io sono Grock. L'altro è il nome degli anni oscuri": alla domanda dell'interlocutore di turno su quale fosse la sua reale identità, il signor Wettach – all'anagrafe Charles Adrien - era notoriamente solito rispondere così. Nato nel gennaio del 1880 da una famiglia di orologiai in quel di Reconvilier, cittadina del distretto francofono dell'elvetica Berna, all'età di 14 anni aveva manifestato la volontà di entrare nel mondo circense, cosa che puntualmente di lì a poco accadde: avviato all'apprendistato come uomo-serpente e, in parallelo, fortemente attratto dall'illusionismo, il giovane Charles prese ben presto a dedicarsi anche alla disciplina del funambolo, eccellendo in ognuna di questa iniziale triade di arti grazie soprattutto ad una ferrea predisposizione caratteriale che lo fece distinguere da subito in tenacia e perfezionismo.

Attitudini, queste, che unite ad un esercizio intensivo e una formazione costante, lo portarono a diventare, negli anni Trenta del secolo scorso, il clown più celebre del momento nonché l'artista dal cachet in assoluto più alto del Vecchio Continente. Esperto polistrumentista amante del pianoforte e del violino, acrobata, equilibrista e abile giocoliere, Wettach aveva scelto per sé Grock come nome d'arte già nel 1903, e riuscì ad avviare e coltivarsi una carriera decennale, mantenendola a livelli di repertorio rigorosamente molto alti: non per nulla, durante un'esibizione del '53, riuscì nell'impresa di far ridere di gusto l'ospite più in vista presente in sala, un certo Charlie Chaplin.

La villa da sogno del Re dei clown

Ma se a condurlo a furor di popolo e di pubblico sui palchi di mezzo mondo era stata un'ambiziosa e ben calcolata strategia – la stessa che nel 1919 lo avrebbe consacrato 'Re dei clown' all'Olympia di Parigi - sugli scogli di Imperia arrivò invece del tutto per caso: in villeggiatura, facendo visita ai suoceri.

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E qui, acquistato un lotto di terra con l'idea di far costruire un "buen retiro" dove trascorrere le vacanze, finì con il progettare Villa Bianca, nota anche come Circo di Pietra, per il tripudio di richiami architettonici all'universo circense. Oggi la sede è meglio conosciuta come Villa Grock.

La dimora, assorbita dalla Provincia di Imperia nel 2002 e successivamente restaurata, è sede del Museo del Clown e si può visitare. Misterica, carica degli stili più diversi e intrisa di un liberty intermittente e costantemente ibridato con dettagli massonici, barocchi e rococò, a loro volta inseriti in commistioni di art decò e particolari orientali, questa elegante villa della Riviera di Ponente, che Grock concepì a sua immagine e somiglianza affiancato da un architetto e che scelse come casa dopo il ritiro dalle scene, è un raro esempio di 'eclettismo orientale', lo stesso che ritroviamo nei saloni del Castello di Sammezzano, maniero di Reggello, e della bolognese Rocchetta Mattei. Un edificio atipico e bizzarro nella sua unicità: uno specchio fedele del suo istrionico e visionario creatore.

Villa Grock, che accostata al parco antistante si presenta come un complesso strutturato su terrazzamenti, nei suoi spazi verdi rivela un giardino all'italiana, colonne monumentali, uno specchio d'acqua con un tempietto al centro, e 'Fons lucet' e 'Per aspera ad astra', fontane simboliche realizzate in graniglia. Scenografico, caleidoscopico e impreziosito da un patrimonio arboreo curato nei minimi dettagli, il parco disegnato da Wettach trasuda carisma e opulenza, ma anche un'attenzione al dettaglio ponderata con una passione che si può vedere, si riesce a toccare: 'Io sono il risultato di mezzo secolo di osservazione e di ostinazione, del desiderio di perfezionare ciò che era già perfetto. Sono convinto di esserci riuscito'. La Villa è una meta perfetta da visitare in questa calda estate del 2016, ma ricordatevi di prenotare. #Viaggi Low Cost