"Non ho ucciso mia cugina, solo io so quanto stia soffrendo". Dopo aver ribadito, dinanzi al giudice del processo d'appello, la sua innocenza, Sabrina Misseri scoppia in un pianto a dirotto e chiede al presidente della Corte di terminare così la sua deposizione. Il processo d'appello per l'omicidio della giovane Sarah Scazzi ha fatto registrare momenti di tensione e dolore durante la deposizione della cugina, condannata in primo grado all'ergastolo. Subito dopo le sue parole, è partita la requisitoria di Antonella Montanaro, il sostituto procuratore.

Il pg durante la requisitoria: "Sarah strangolata in casa Misseri"

Antonella Montanaro, in aula, ha ricostruito le diverse fasi del delitto.

Il pg ha affermato che la ragazza venne uccisa, strangolata, nella residenza della famiglia Misseri. Subito dopo aver commesso il delitto, Sabrina sarebbe rimasta in casa per causare il ritardo di Mariangela Spagnoletti, mentre Michele e Cosima Misseri trasportavano il corpo ormai senza vita della nipote in garage. A sostegno delle sue affermazioni, il pg ha anche assunto come prova un'intercettazione di Michele Misseri, nella quale si raccomanda con la moglie, affinché di Sarah non resti più alcuna traccia. Percorrendo a ritroso le ultime ore di vita della ragazza di Avetrana, Antonella Montanaro ha parlato delle dinamiche che portarono al delitto.

Sarah Scazzi sarebbe arrivata in casa Misseri intorno alle 13:50. Cinque minuti dopo, secondo il racconto di un testimone, le due auto di Michele e Cosima erano parcheggiate dinanzi alla residenza e il garage era aperto.

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La ragazza avrebbe lasciato la casa degli zii in lacrime, probabilmente per un duro litigio e, mentre stava per tornare a casa, sarebbe stata raggiunta da Cosima e Sabrina con l'auto. Le due donne l'avrebbero costretta a salire per calmarla, ma senza alcuna intenzione di ucciderla. Dopo un lungo giro, nel quale la vettura di Cosima Misseri sarebbe stata vista da diversi testimoni, il ritorno a casa e lì l'atroce delitto.

Sabrina non sopportava che Sarah fosse diventata la sua "rivale"

Seguendo la ricostruzione dell'omicidio fatta dal pg Antonella Montanaro durante il processo d'appello, sono emerse anche le motivazioni che avrebbero spinto Sabrina a disfarsi della cugina. Infatti, se inizialmente tra le due ragazze i rapporti erano ottimi, quando Sarah cominciò a frequentare la comitiva della Misseri, le cose iniziarono a cambiare. La 15enne di Avetrana, infatti, non era più gestibile dalla cugina che cominciò a temerla, considerandola come una "rivale in amore". Il riferimento è ad Ivano Russo, con il quale la presunta assassina aveva una relazione e che piaceva molto anche a Sarah. Temendo che la giovane cugina potesse soffiarle il fidanzato, Sabrina Misseri avrebbe cominciato a vedere la vittima sotto una luce diversa, e per questo motivo avrebbe cominciato anche a parlarne male dicendo, fra le altre cose che "si vendeva per due coccole".