Ieri 12 giugno 2015, ha avuto inizio il processo d'appello per l'omicidio della piccola Sarah Scazzi, con la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Antonella Montanaro, la quale ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, già condannate in primo grado.

La deposizione di Sabrina

La deposizione di Sabrina Misseri davanti alla Corte d'Appello di Taranto presieduta dal giudice Patrizia Sinisi, è stata molto breve, la ragazza ha subito ribadito: 'Sono molto addolorata che si pensi che abbia ucciso Sarah. Non l'ho uccisa, so io quanto sono addolorata', poi è scoppiata a piangere ed ha chiesto di non continuare più a parlare, perché non ce la faceva.

Sabrina conferma dunque la sua innocenza, spiegando con pochissime parole, che lei è completamente estranea all'uccisione della piccola cugina.

La requisitoria del Sostituto Procuratore Generale

Il PG Antonella Montanaro, ha ripercorso le tappe che hanno portato all'uccisione di Sarah e all'occultamento del suo cadavere, quel fatidico 26 agosto 2010. Un pomeriggio caldo e afoso, che doveva essere lo scenario di una gita al mare ed invece è diventato una vera e propria tragedia. Il magistrato ha spiegato a spiegato alla Corte, come si sono svolti i fatti ed il movente passionale che li avrebbe provocati. Infatti secondo l'accusa, il motivo del delitto è legato al rapporto che intercorreva tra Sabrina Misseri ed Ivano Russo. Tra i due la piccola Sarah, sarebbe diventata il terzo incomodo e avrebbe portato Sabrina ad eliminarla in un impeto d'ira, aiutata dalla madre Cosima.

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Il Procuratore ha anche citato tutti i testimoni, che hanno deposto nella vicenda e che hanno rivelato ognuno per propria parte alcuni indizi, che hanno portato alla condanna in primo grado. Ora la Procura Generale di Taranto ha chiesto la conferma dell'ergastolo per le due donne e inoltre la stessa condanna inflitta in primo grado, anche a tutti gli altri imputati, compreso Michele Misseri, padre e marito di Sabrina e Cosima. L'uomo è stato condannato nel processo di primo grado ad otto anni di reclusione, per concorso in occultamento di cadavere. Ora sarà la volta delle parti civili e dei legali della difesa i quali presenteranno una nuova perizia a favore delle donne. Se vuoi rimanere aggiornato sui miei articoli, oppure su questo argomento, clicca sul bottone "Segui" vicino al mio nome ad inizio articolo.