L'allarme lanciato dall'Interpol in questi giorni riguarda l'Italia ma non necessariamente la terraferma. La minaccia è rivolta innanzitutto alle imbarcazioni sia italiane che europee a largo delle coste libiche.

Ad essere in pericolo sono prima di tutto i pescherecci, le navi da crociera e le eventuali imbarcazioni impiegate in operazioni di soccorso nelle acque tra Libia e Italia.

Eventuali attacchi in mare aperto contro imbarcazioni mercantili e navi da crociera sarebbero finalizzate al furto di merci e al rapimento di ostaggi.

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I guardacoste rischiano di cadere nella trappola dell'imbarcazione imbottita di esplosivo volutamente spinta alla deriva e pronta ad esplodere al momento del recupero. Risvolti ancora più tragici, a proposito di barchini esplosivi, potrebbero derivare da barconi parimenti imbottiti di esplosivo ma con a bordo migranti ignari di tutto.  

Imbarcazioni kamikaze

Questa notizia è ripresa anche dalla rivista italiana della difesa (RID), insieme ad un interessante approfondimento di storia del terrorismo.

L'utilizzo di imbarcazioni kamikaze non sarebbe un'invenzione dell'Isis, bensì delle Tigri Tamil in Sri Lanka. Questa modalità di attacco è stata già utilizzata anche dai Pasdaran dell'Iran contro l'Iraq e da Al-Qaeda verso un cacciatorpediniere americano nel porto di Aden.

La consapevolezza piena circa la fattibilità e il successo di attacchi del genere, unita alla presenza dell'Isis sempre più vicino all'Italia, è oramai la consapevolezza di un elevato livello di rischio per Lampedusa come per le coste della Sicilia.  

Allarme anche da Bruxelles

Aumenta il livello di allarme anche per quanto riguarda il tema migranti, problema ripreso nelle ultime ore anche da Bruxelles che conferma la presenza di terroristi sui barconi.

La tensione è alta, d'altra parte con dichiarazioni quali ad esempio l'ultima del Governo di Tobruk a proposito del fatto che "l'Isis sta arrivando in Italia", sarebbe strano il contrario.

A tal proposito, all'interno del panorama politico italiano troviamo tra le reazioni più forti quella del segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore attraverso il consiglio di intervenire al più presto in Libia senza perdere più tempo a cercare lo scontro con la Russia, per preparare immediatamente un intervento militare nel Nord Africa finalizzato a distruggere le basi dello Stato Islamico in Libia in modo da interrompere sbarchi e traffico di esseri umani nel Mediterraneo.

Il motto di Forza Nuova, riportato da Onda Radio, è stato: "Nè USA, nè Islam: Europa Libera!".

Un motto sicuramente affascinante ma con il quale dobbiamo anche e ancora fare i conti, interrogarci se c'è e qual'è veramente la coscienza dell'Europa.

Infatti, diversamente da Stati Uniti e Islam, l'Europa è una realtà relativamente nuova o forse già troppo liquida, postmoderna e debole.

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