Un sequestro di beni anticipato ai fini della confisca per circa 13 milioni di euro è stato eseguito oggi da polizia e guardia di finanza a Trapani e Paceco, nei confronti di Vito Marino, già sorvegliato speciale. Vito Marino è figlio del defunto boss di Paceco (provincia di Trapani) Girolamo Marino. Il sequestro di beni coinvolge anche i familiari di Vito Marino: Tiziana Sugamiele, Girolamo Marino, Salvatore Marino, Maurizio Marino e altre persone vicine all'imprenditore come Mario Morello, Saveria Anna Maria Morello e Antonio Gilberto.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Il provvedimento di sequestro anticipato nasce da una indagine su una presunta truffa ai danni dello Stato attraverso l'indebita percezione di ingenti contributi pubblici per circa 29 milioni di euro.

A beneficiare di questi contribuiti tre società: Vigna Verde S.R.L., Olearia Pacheco Soc. Coop. a r.l. e Ceralseed S.R.L mentre i proventi sarebbero stati reimpiegati attraverso la costituzione della MA.MO. S.R.L., gestita di fatto da Vito Marino, ma intestata fittiziamente ad altri soggetti. È stato anche accertato che Marino, sotto processo per l'efferato triplice omicidio dell'imprenditore Cottarelli, (avvenuto a Brescia), durante la latitanza e la successiva detenzione, avrebbe continuato a gestire la società attraverso la moglie ed il fratello.

I beni sequestrati riguardano:

  • 40 beni immobili;

  • 5 beni mobili registrati;

  • 13 aziende
  • 33 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura.

Vito Marino era stato arrestato nel 2006 dalla polizia, con il cugino, Salvatore Marino, nell'ambito delle indagini sul triplice omicidio dell'imprenditore Angelo Cottarelli, della compagna, Marzene Topor, e del figlio Luca, assassinati in una villetta alla periferia di Brescia il 28 agosto del 2006.

I migliori video del giorno

Un delitto maturato, secondo gli inquirenti, nell'ambito di una serie di affari sporchi. L'imprenditore ed il cugino erano stato condannati all'ergastolo. L'11 marzo scorso la Corte di Cassazione ha annullato le condanne disponendo la celebrazione di un nuovo processo.