Continuano ad arrivare incessanti aggiornamenti riguardo il caso di cronaca nera che ha riempito le pagine dei settimanali, e dopo la prima udienza che ha avuto luogo il 1 luglio in Corte d'Assise, ad Asti, del processo nei confronti di Michele Buoninconti, il vigile del fuoco di 47 anni accusato dell'omicidio e di aver occultato il cadavere di Elena Ceste.

Il processo, a porte chiuse, non prevederà il dibattimento in aula e le dichiarazioni dei testimoni inoltre secondo quanto ha reso noto il settimanale di cronaca nera Giallo, l’imputato era assistito dagli avvocati Girola e Tortoroglio, tuttavia quest’ultimo ha rinunciato poche ore fa al mandato e al suo posto per la difesa ci sarà l’avvocato Enrico Scolari, raccomandato da un compagno di cella di Michele Buoninconti.

L'imputato si è sempre dichiarato innocente e nell’udienza del 22 luglio scorso le perizie sulle celle telefoniche hanno incastrato il Buoninconti sul luogo del ritrovamento del cadavere della moglie, la mamma di Costigliole, ritrovata dopo mesi dalla sua scomparsa lo scorso ottobre in un canale del rio Mersa a pochi metri dalla sua abitazione e nonostante le prove schiaccianti Michele continua a dichiararsi innocente e che la verità verrà fuori.

Processo Ceste: la metamorfosi di Michele

Ad ogni modo mancano poche udienze alla fine del processo dell’imputato, accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della moglie, e dopo le tante assurde e rocambolesche dichiarazioni del marito e della sua presunta amante, un altro avvocato della difesa ha abbandonato Michele Buoninconti, e nonostante le prove schiaccianti che sono emerse dall’indagini della Procura d’Asti l’imputato potrebbe cavarsela con una condanna di soli 20 anni.

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Tuttavia le indiscrezioni del TgCom24 hanno rivelato che l’ex vigile del fuoco di Asti detenuto dal 29 gennaio scorso con l’accusa di aver ucciso la moglie nel letto di casa “per raddrizzarla” avrebbe subito una vera e propria metamorfosi e l’unica cosa che chiede è la possibilità di incontrare i suoi 3 figli.

La prossima udienza del processo con rito abbreviato è fissata per il 23 settembre e se Michele dovesse venire giudicato colpevole secondo le prove schiaccianti delle perizie dell’accusa, potrebbe ricevere uno sconto di un terzo sulla pena previsto dal rito abbreviato e sarebbe condannato a 18 massimo 20 anni di reclusione.

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