I cittadini di Sirte ieri hanno passato una serata tragica. Infatti è scoppiato nella zona del porto un conflitto armato che ha visto schierate da una parte una coalizione di gruppi salafiti e di residenti e dall'altra i miliziani dello Stato Islamico. Fonti locali riferiscono che lo scontro è stato iniziato dal gruppo dei cittadini. Il casus belli è stata l'uccisione, da parte delle forze dell'Isis, di un noto predicatore di Sirte. Nello scontro armato l'Isis ha perso 15 miliziani e 2 comandanti.

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Ben maggiore è il numero dei morti nello schieramento opposto: 38 civili uccisi, tra cui si contano due bambini. Secondo Sky News Arabia questi dati non sono ancora del tutto certi e, molto probabilmente, il conto è destinato a salire.

Il coraggio cambia tutto

Bisogna ricordare che a giugno di quest'anno l'Isis ha perso il controllo di Derna, in Cirenaica, proprio a seguito di una sollevazione di clan locali. Se tutto andrà per il verso giusto forse i cittadini di Sirte riusciranno a liberarsi da soli degli oppressori, ma fa riflettere il fatto che i cittadini, persone innocenti, siano costretti a macchiarsi le mani per riottenere la propria libertà. Vediamo infatti come gli eserciti degli Stati africani, che contano sul proprio territorio la presenza di numerosi gruppi armati appartenenti all'Isis, difficilmente sono sempre riusciti a reprimere, o quantomeno affrontare, gli attacchi dei miliziani dello Stato Islamico.

Tutto ciò è probabilmente dovuto all'instabilità politica in cui versano questi Paesi, la quale non permette una corretta organizzazione delle forze armate.

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Inoltre noi europei, ma in particolar modo noi italiani, non ci accorgiamo che abbiamo il nemico alle costole. Infatti Sirte dista dall'Italia solamente 450 chilometri, e 1250 chilometri da Roma. Una distanza minima, calcolando che un missile discreto una distanza simile la percorre in poco tempo. Quello che serve all'Europa è un risveglio dal sonno profondo in cui è caduta, un sonno condito di sogni di pace e amore, quella pace e quell'amore di cui "noi" parliamo in maniera tanto infantile e che per l'oriente non esistono. Per l'oriente estremizzante esiste solo la guerra e il sangue. L'Europa non rimanga stesa sugli allori, sorda alle minacce dello Stato Islamico. Reagisca.