Il Governo della Repubblica Democratica del Congo ha vietato la proiezione nelle sale cinematografiche del Paese africano del film sulla vita del chirurgo Dennis Mukwege, il dottore che ha curato migliaia di donne dopo essere state stuprate durante la guerra civile che ha sconvolto il Paese in questi ultimi anni. La pellicola, dal titolo The Man Who Mends Women, diretta dal regista belga Thierry Michel, ripercorre in maniera documentaristica dalla realtà al film gli sforzi compiuti dal dottor Mukwege per porre rimedio alle ferite fisiche e psicologiche inflitte alle donne vittime di violenza sessuale da parte delle forze armate e dai gruppi di miliziani nel Congo orientale.

L'agenzia di stampa AFP di Kinshasa ha reso note le dichiarazioni del Ministro delle telecomunicazioni congolese, Lambert Mende, responsabile della decisione di censurare il film in tutto il Paese. Secondo il Ministro: 'Nel film c'è un chiaro intento di danneggiare l'immagine dell'esercito del Congo, nessuna nazione al mondo può tollerare questo, quindi abbiamo deciso di vietarne la proiezione'. Queste le assurde ragioni del Ministro Mende.

Un angelo nell'inferno della guerra

Nel maggio del 2014, al 59enne dottor Mukwege è stato assegnato il premio Sacharov, considerato uno dei più prestigiosi premi europei riguardanti il delicato tema dei diritti umani; il chirurgo è stato premiato per l'aiuto che ha prestato alle migliaia di vittime di stupro di gruppo avvenuti in Congo durante la guerra.

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Si calcola che Mukwege dal 1999 ad oggi abbia salvato la vita a circa 40.000 donne congolesi, quasi tutte vittime di violenza sessuale.

Le assurde ragioni del Governo di Kinshasa

Il regista Thierry Michel riferisce che gli era stato precedentemente garantito dalle autorità congolesi che il film sarebbe stato approvato senza nessun problema, ma la pellicola, trasmessa in diversi festival del cinema in giro per il mondo, ha destato molto clamore e sdegno nei confronti dei soldati africani. Ciò ha causato la censura del Governo di Kinshasa. La violenza sessuale nei confronti delle donne è una caratteristica delle zone in cui è in atto un conflitto militare, ma la Repubblica del Congo è purtroppo "la capitale dello stupro": nel 2011 un rapporto dell'ONU ha affermato che circa 48 donne ogni ora subiscono delle violenze nell'ex colonia belga.