Sono ormai passati sei mesi da quando Teresa Costanza e Trifone Ragone sono stati assassinati nel parcheggio della palestra di Pordenone frequentata dal ragazzo. Sei mesi in cui si è detto tutto e il contrario di tutto e in cui i carabinieri hanno sondato più di una pista. Su tutte quella della caserma e quella del presunto stalker di Teresa. Ebbene dopo oltre 180 giorni qualcosa si è mosso. Prima il ritrovamento di un caricatore appartenente ad una pistola calibro 7,65 (lo stesso dell'arma con la quale è stato commesso il delitto), poi l’indiscrezione circa la presenza di un supertestimone che avrebbe indirizzato la polizia a cercare proprio nel laghetto del Parco del Valentino.

Ma c’è dell’altro. Stando a quanto riportato da Il Giorno, pare che esista un video che riprende un auto sospetta mentre si aggira nei pressi della palestra Crisafulli poco prima dell’omicidio. Le ultime news sul delitto di Pordenone aggiornate ad oggi 23 settembre raccontano dunque di una possibile svolta delle indagini. Al momento non c’è comunque nulla di confermato; a predicare calma è lo stesso Carmelo Abbate dalle colonne di Panorama.

Notizie delitto di Pordenone oggi 23-09: c’è un testimone dietro il ritrovamento del caricatore? Un video potrebbe riaprire la pista della caserma

Perché cercare proprio in quel laghetto? Perché andare a scandagliare proprio quei luoghi a distanza di mesi? L’ipotesi più accreditata è quella di un supertestimone che abbia indirizzato i carabinieri, scenario ovviamente non confermato dalla polizia in merito al quale i genitori di Teresa si sono però detti più che confortati: ‘Saremmo molto felici se qualcuno si fosse fatto davvero avanti’.

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Il fatto che il caricatore rinvenuto sia riconducibile al tipo d’arma utilizzato per il massacro (perché di questo si è trattato) non implica però in automatico che sia vicina la cattura degli assassini di Teresa Costanza e Trifone Ragone. Innanzitutto andrebbe ritrovata la pistola e se anche fosse rinvenuta bisognerebbe eseguire riscontri e analisi che non è certo possano essere effettuate a così tanti mesi dal delitto. La prima cosa da fare, come ricorda anche Carmelo Abbate, sarebbe verificare la rilegatura della canna della pistola per capire se sia la stessa di quella rinvenuta sul proiettile. E se la canna si fosse arrugginita? E se la pistola fosse nello stesso laghetto e dunque risultasse non analizzabile perché compromessa da acqua e detriti? Grande peso avrebbe anche la comparazione balistica che non è però detto si possa eseguire per gli stessi motivi su esposti. Le ultime news sul delitto di Pordenone aggiornate ad oggi 23 settembre si rifanno però anche alla possibilità che esista un video che ritrae una macchina sospetta nei pressi del luogo del delitto poco prima che si compia.

Lo stesso filmato la ritrarrebbe poi allontanarsi con a bordo un militare, ecco che la pista della caserma dove lavorava Trifone potrebbe tornare in auge. Attenzione però, si tratta solo di ipotesi e nulla più. Appare innegabile il fatto che sono stati compiuti molti passi in avanti, giusto quindi essere ottimisti ma da qui a dire che l’assassino sia vicino passano degli oceani. Tra l’altro bisogna considerare come la dinamica del delitto suggerisca la mano di un professionista, qualcuno che senz’altro avrà preso le dovute cautele. Venire a capo di questo mistero insomma non sarà semplice. Se volete rimanere aggiornati su questi e altri fatti di cronaca nera potete cliccare il tasto ‘Segui’ in alto a sinistra.