E' passato oltre un mese dalla seconda udienza del processo a carico di Michele Buoninconti, il vigile del fuoco accusato di aver ucciso la moglie Elena Ceste ed averne occultato il cadavere, ma a circa venti giorni dalla prossima udienza in programma, emergono news clamorose in merito al giallo di Costigliole d'Asti. Uno degli argomenti centrali della discussione in Tribunale dello scorso 22 luglio, ha riguardato lo stato di salute di Michele nonché il ruolo che i medici giocheranno nell'ambito del processo sull'uccisione della povera Elena Ceste. A rivelare alcuni particolari e le ipotesi dell'accusa è il settimanale 'Giallo' che ha messo in luce una possibile (ed ulteriore) prova della colpevolezza di Michele Buoninconti: ecco a seguire le news aggiornate su uno dei gialli al centro della Cronaca Nera nostrana.

Elena Ceste, ultime news: sospetti sul mal di schiena di Michele, trasportò il corpo?

Alle già numerose prove in mano agli inquirenti e decisive nell’arresto di Michele Buoninconti, l’uomo accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della moglie Elena Ceste, emerge ora una ulteriore news che potrebbe rendere ancora più complicata la sua posizione. Secondo quanto riportato da ‘Giallo’ ed emerso nel corso della seconda udienza del processo contro Buoninconti, si sarebbe discusso anche sullo stato di salute dell’uomo pochi giorno dopo la scomparsa della moglie da Costigliole d’Asti. Solo un mese dopo la sua uccisione, a Michele fu diagnosticata una sindrome ansiosa reattiva. La documentazione medica che lo conferma, presentata per la prima volta nel corso della seconda udienza, servirebbe secondo le intenzioni della difesa a giustificare gli atteggiamenti di Michele dopo la scomparsa della moglie? E’ questo l’interrogativo sollevato dal settimanale.

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‘Giallo’, tuttavia, riporta un’altra news interessante sul caso Elena Ceste e sempre relativa allo stato di salute di Michele Buoninconti: dopo che la donna fece perdere misteriosamente le sue tracce, il vigile del fuoco si recò dal suo medico lamentando un forte dolore alla schiena riconducibile ad un grande sforzo. Per l’accusa sarebbe la prova che incastrerebbe ulteriormente Michele: l’uomo avrebbe trasportato il corpo della moglie dalla camera da letto all’auto, per poi portarlo fino al canale dove fu ritrovato mesi dopo. Questa tesi sarebbe però stata smentita dalla difesa che ha sottolineato come il suo assistito soffrisse già in passato di lombo sciatalgia.

Da queste news rese note solo di recente e relative al secondo atto del processo per il caso Elena Ceste, si comprende l’importante ruolo che avranno i medici, non solo in riferimento allo stato di Michele ma anche e soprattutto della povera vittima e della sua salute psicologica. Se da una parte Michele continua a sostenere la crisi psicotica della moglie prima della sua scomparsa, dall’altra arriva la smentita da parte del medesimo medico di famiglia e del perito incaricato dalla Procura.

Se volete conoscere quali saranno le prossime news in attesa della terza udienza a carico di Buoninconti fissata per il prossimo 23 settembre o se desiderate restare aggiornati su altri casi di cronaca, vi invitiamo a cliccare su 'Segui' sopra questo articolo.