Trovare un posto per parcheggiare nelle grandi città è un’impresa difficile, e non sempre la fortuna dà una mano agli automobilisti disperati alla ricerca di un angolo dove depositare la propria automobile. Molto spesso, quindi, capita che gli stessi automobilisti, dopo aver girato inutilmente più volte intorno allo stabile dove hanno casa, rassegnati lascino la propria auto in divieto di sosta, nella speranza che un vigile clemente si astenga dal fargli la multa. Si tratta, però, di una mera illusione, perché violare il Codice della strada significa ricevere non solo la multa, ma anche doverla pagare.

Questo ha disposto la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

I residenti che hanno il permesso di sosta nelle Ztl (Zona a traffico limitato) non possono ottenere dal Comune il risarcimento dei danni subiti per il fatto che l'ente comunale non abbia provveduto ad effettuare i dovuti controlli, per far sì che venissero rispettati e lasciati liberi i posti in cui possono parcheggiare solo i titolari del regolare permesso Ztl.

Il permesso ad un posto riservato legittima una sosta selvaggia?

Protagoniste del caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione sono due signore titolari di un permesso Ztl che, vedendo più di una volta occupati i posti per parcheggiare l’auto, sono state costrette a depositare la vettura in zone con divieto di sosta. A questo punto, per loro, sono scattate le sanzioni amministrative, ovvero le multe. Le due donne, così, hanno presentato ricorso, sostenendo che l'amministrazione comunale non si sarebbe attivata per garantire il loro diritto di parcheggiare in uno di quei 109 posti messi a disposizione per i titolari di regolare permesso Ztl.

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A nulla, però, sono valse le loro doglianze. La Corte di Cassazione ha fatto notare come il dovere dell’amministrazione comunale di garantire il parcheggio in una determinata zona del territorio comunale, non preveda certamente il dovere di assicurare che il posto riservato sia libero. Questo perché i posti limitati avrebbero potuto essere occupati da altri soggetti autorizzati. (Corte di Cassazione sentenza n.24353 del 30.11.2015).

L’interesse legittimo non esclude il rispetto del Codice della Strada

I giudici hanno evidenziato che il riconoscimento di un interesse legittimo, che in questo caso coincide con la possibilità di circolare e parcheggiare nelle Ztl, non consente di certo la violazioni al Codice della Strada e alle regole normali di circolazione. Da ciò, ne consegue che le ricorrenti hanno agito indiscriminatamente nel momento in cui, trovando occupati i posti loro assegnati, si sono arrogate il diritto di parcheggiare in divieto di sosta o di fermata. Gli ermellini ricordano, infatti, come anche le persone titolari di contrassegno attestante la disabilità, siano tenute ad osservare i relativi divieti.

Alle signore indisciplinate, quindi, toccherà pagare sia le 44 multe loro inflitte, sia le spese giudiziarie. Le due donne, infatti, non possono pretendere dal Comune il risarcimento dei danni per le multe ricevute. Per info di diritto, premi il tasto segui accanto al mio nome.