I volti raffigurati nell'immagine sono quelli degli attentatori facenti parte del commando dell'Isis che ha attaccato Parigi il 13 novembre 2015. L'azione di questi terroristi, secondo il rapporto dell'Europol "Europol's european counter terrorism centre strengthens the Eus response to terror" pubblicato in rete il 25 gennaio 2016, non fa semplicemente riferimento all'attentato: l'attacco effettuato a Parigi rappresenta il segnale dello spostamento dell'offensiva dello Stato islamico verso il panorama internazionale. La relazione, ripresa anche dal "Corriere della Sera", continua attraverso l'annuncio di 5.000 foreign fighters attualmente già presenti in Europa, insieme al rinnovato allarme per Londra e Parigi a proposito di nuovi attacchi terroristici di massa.

"Small group" il 2 febbraio a Roma

Nonostante l'allarme evidenziato per Parigi e Londra, la situazione di allerta coinvolge diversi Paesi, tra i quali figura anche l'Italia. A poche ore dal rifiuto del nuovo governo d'unità nazionale da parte del parlamento libico, gli Stati della coalizione anti-Isis hanno deciso di formare uno "small group" per programmare il proseguo delle operazioni politiche e militari contro lo Stato islamico. Il titolo di "piccolo gruppo" dipende dal fatto che all'iniziativa hanno aderito solo 23 dei 60 Paesi della coalizione. L'appuntamento è a Roma il 2 febbraio.

Informazioni sui 5.000 uomini dell'Isis presenti in Europa

Secondo il rapporto dell'Europol, una parte dei foreign fighters, pari al 20%, è affetta da turbe psichiche. Dei totali 5.000 jihadisti dell'Isis attualmente presenti in Europa, circa 4.000 hanno precedenti penali.

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Alcuni di questi uomini sono stati già istruiti e addestrati in Siria, altri invece sono stati preparati in zone diverse, come nel caso dei Balcani, dove i militanti sono stati sottoposti a prove di resistenza, allenandosi duramente in vista di combattimenti e interrogatori. Le attività di addestramento e di prova dei jihadisti sarebbero finalizzate, secondo i servizi di intelligence ripresi dall'Europol, alla formazione di una task force per portare a compimento nuovi attacchi di massa in stile "reparti speciali".