Danilo Calvani, attuale leader dei Forconi, insieme ad altri esponenti del movimento ha bruciato e inforcato una bandiera dell'Isis nell'intento di mostrare agli jihadisti l'esistenza anche di un'Italia diversa, rispetto a quella dei grandi trattati internazionali e della vocazione missionaria utile ai flussi migratori. Il leader, parlando all'Isis si dissocia dagli altri "politici italiani corrotti e collusi che vi hanno ospitato e introdotto in Italia” e parlando agli italiani si dissocia dall'Isis in modo altrettanto forte da avere la sensazione di avere a che fare con una vera e propria dichiarazione di guerra.

Calvani brucia e inforca la bandiera

Il video in questione, attualmente visibile in rete sulla pagina Facebook dei Forconi, presenta uno stile, seppure più semplice, abbastanza simile a quello adottato dai registi dell'Isis.

Tutto inizia con alcune immagini di attentati già compiuti dall'Isis e spezzoni di minacce varie pronunciate direttamente contro l'Italia durante gli stessi video dell'Isis. Appare così Calvani, in risonanza al clima di terrore agitato dallo stato islamico, mentre brucia la bandiera cara ai jihadisti e minaccia a sua volta che sarà così che saranno trattati se solo si azzarderanno a fare quanto detto a proposito di Roma, delle donne italiane e della croce.

La reazione degli italiani

Immediati e numerosi i commenti del web italiano testimoniano un Paese spaccato a metà tra coloro i quali hanno preso di buon grado l'iniziativa (esternando in alcuni casi anche la volontà di partecipare alla lotta) e coloro i quali hanno criticato l'iniziativa sottolineando la pericolosità di quella che sembra una dichiarazione di guerra vera e propria, che potrebbe addirittura attirare problemi in Italia.

I migliori video del giorno

Tra i commenti di coloro i quali non hanno apprezzato l'iniziativa non ci sono solo posizioni non belligeranti: alcuni chiedono infatti di combattere l'Isis ma andando direttamente in loco, per non mettere l'Italia in pericolo. Tra le dichiarazioni di Calvani c'è anche la dichiarazione dell'esistenza di un vero e proprio corpo militare autonomo già pronto.