Il centro turistico di Istanbul è stato teatro, alle 9 di questa mattina, di un attacco terroristico. Al momento si parla di almeno 10 morti, di cui 9 tedeschi, e 15 feriti, alcuni in gravissime condizioni. L'esplosione è avvenuta in piazza Sultanahmet, nei pressi dell'obelisco di Teodosio, zona molto frequentata dai turisti e vicina ad altri importanti monumenti come la Moschea Blu, Santa Sofia e il palazzo Topkapi. Le autorità turche sono riuscite a dare un volto all'attentatore: si tratterebbe di Nabil Fadli, 28-enne cittadino siriano affiliato all'Isis di origini saudite. Al proposito sono arrivate conferme da parte del primo ministro turco Ahmet Davutoglu sui legami del kamikaze con gruppi dell'Islam radicale siriane, malgrado non fosse tra i nomi presenti nella lista nera dei sospetti militanti.

Si pensa che il kamikaze avesse una complice, di cui ancora non vi sono tracce; le ricerche sono in corso per identificarla ed evitare un secondo attentato. Un'altra esplosione è avvenuta in un hotel in costruzione in un altro quartiere di Istanbul, Maltepe; secondo l'agenzia stampa Cihan, l'edificio in fiamme ha bloccato al suo interno alcuni lavoratori, in seguito soccorsi e tratti in salvo dai pompieri che sono riusciti a domare le fiamme.

Ancora un attentato per la Turchia

La Turchia aveva già subito due attentati attribuiti a elementi jihadisti dell'Isis: a Suruc, al confine con Kobane in Siria, un attentatore suicida aveva ucciso 30 persone, militanti di organizzazioni vicine ai curdi, seguito, il 10 ottobre, dalla strage di Ankara con un drammatico conto di 100 morti, avvenuta nel corso della manifestazione organizzata da sindacati a cui partecipavano diversi partiti d'opposizione.

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In entrambi i casi non furono mai pienamente chiariti gli autori e i mandanti, tanto da addebitare la responsabilità allo stesso governo turco, accusato di voler sopprimere i movimenti anti-Erdogan e le opposizione curde.

L'attentato di questa mattina in piazza Sultanahmet, se fosse confermato il legame con i miliziani dell'Isis, rappresenterebbe un duro colpo per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e all'immagine di “paese sicuro” che intendeva dare della Turchia. Anche la sua politica di segreto appoggio all'afflusso di combattenti jihadisti attraverso il confine turco, passaggio definito “l'autostrada della Jihad”, con l'obiettivo di sconfiggere il regime di Bashar al Assad, subisce un violento contraccolpo. Non si esclude, infine, il rischio di un aumento di ostilità nei confronti dei profughi siriani, per i quali si potrebbero chiudere le porte dell'accoglienza, soprattutto da parte della Germania, fortemente colpita da questo "brutale" attentato.

Unanime la condanna

L'attacco terroristico è stato duramente condannato da molti Paesi.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg si è così espresso su Twitter: "Condanno in modo forte l'attacco terroristico di Istanbul. Tutti gli alleati della Nato sono uniti nella lotta contro il terrorismo". La cancelliera Angela Merkel, dopo aver confermato l'entità delle vittime tedesche, ha aggiunto: "Il terrorismo internazionale ha mostrato il suo brutto volto, dobbiamo agire in modo deciso". Il premier francese Manuel Valls si è unito al cordoglio e ha fatto appello a tutti i Paesi colpiti dal terrorismo perché agiscano uniti.

Anche il premier italiano Matteo Renzi si è espresso sull'attentato dichiarando: "Prima di giudicare cerchiamo di capirne di più, certo c'è da combattere una battaglia durissima contro il terrorismo e poi bisogna affrontare nelle nostre terre una questione di valori e identità. In Turchia l'attentato è una ferita fortissima a Istanbul ma molti degli attentati nascono e crescono nel cuore dell'Europa".