Si è spento a 93 anni Renato Bialetti, colui che ha reso la caffettiera famosa in tutto il mondo. Renato Bialetti, figlio di Alfonso, (inventore nel 1933 della mitica caffettiera con forma ottagonale e pomelli in bachelite) guidò negli anni del dopoguerra la promozione e la commercializzazione del suo prodotto, mediante manifesti giganti nelle città e con la mitica pubblicità Carosello, che mandava a letto i bambini con lo slogan “Sembra facile fare un caffè”. Dalla sapiente matita del fumettista Paul Campani nacque l'icona con i baffi ed il dito in su, impressa su ogni oggetto Bialetti, ed ispirata ad una caricatura dello stesso Renato, che ha sempre sfoggiato imponenti baffi.

La crescita aziendale

Sfruttando la ripresa economica del dopoguerra e cavalcando il boom economico, creò un impero economico quotato in borsa. Cedette l'azienda in attivo alla Faema negli anni '80, poi passata alla Rondine, di proprietà della famiglia Ranzoni. Successivamente, si è arrivati ad una fusione tra Bialetti e Rondine, che ha portato alla nascita di Bialetti Industrie. Il gruppo oggi è guidato da Francesco Ranzoni ed è diventato una grande realtà imprenditoriale italiana, con 32 negozi sparsi per la penisola, moke elettriche, linee casalinghi ed un valore di oltre 100 milioni di euro.

Ricordi del personaggio

Renato amava raccontare aneddoti legati al suo percorso imprenditoriale in giro per il pianeta, come la fortunata casualità di incontrare, in un albergo francese, Aristotele Onassis. Questi si prestò come testimonial di passaggio davanti ad ignari e restii clienti, in una trattativa di vendita, esclamando: "Ciao Renato, ma sai che non ho mai bevuto un caffè così buono come quello della tua caffettiera? “.

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Vendette poi più di 200 milioni di esemplari . Un'altra curiosità legata al padre Alfonso, riguarda la nascita della moka stessa. Infatti, il papà di Renato Bialetti ebbe l'idea di creare la caffettiera osservando il lavoro delle lavandaie, le quali utilizzavano un mastello dal fondo bucato, con al di sotto un altro contenitore, mentre la lisciva bolliva a contatto con l'acqua ottenuta dalla bollitura della cenere, e salendo faceva la schiuma. Infine, il nome dell'invenzione (Moka) trae origine da una cittadina dello Yemen (Mohka,) guarda caso produttrice di caffè.

Questo mitico imprenditore che ha scritto parte della storia commerciale italiana, è stato cremato all’interno di una sua caffettiera da 18 tazze, posta davanti all'altare.