24 febbraio 2016: un  aereo dell'ONU ha sganciato in Siria un carico di aiuti umanitari. Tale evento, primo in questa zona, ha avuto come obiettivo l'aiuto della popolazione civile, tormentata dai miliziani dello Stato Islamico (IS). Stephen O'Brien, vicesegretario dell'ONU, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che la consegna del carico è avvenuta con successo, e che essa ammonterebbe a 21 tonnellate di beni quali prodotti alimentari e forniture mediche destinate alla popolazione civile di Deir el-Zor, cittadina siriana da mesi sotto assedio dei terroristi.

Grazie a questa azione, circa 200 mila civili potranno usufruire ora di alcuni beni essenziali ormai spariti da tempo in città, che secondo le previsioni dell'agenzia delle Nazioni Unite, dovrebbero bastare per circa un mese.

E' di un recente rapporto, redatto dall'ONU stesso, la descrizione delle condizioni dei cittadini sotto assedio; "condizione di forte deterioramento" con i conseguenti "gravi casi di malnutrizione e mortalità dovuti alla fame", sono queste le parole contenute nel rapporto stesso, che hanno spinto l'Organizzazione delle Nazioni Unite ad intervenire, prima che, per molti civili fosse realmente troppo tardi. Risale inoltre a metà febbraio l'utilizzo di più di 100 camion per il trasporto di cibo e di altri beni di prima necessità destinati a 80000 persone situate in cinque zone in mano all'ISIS, organizzazione terroristica autoproclamatasi nel 2014.

Aerei per i rifornimenti: scelta obbligata

O'Brien ha ammesso che questo il ricorso al ponte aereo per far frotne all'emergenza umanitaria è stata "l'ultima risorsa" a causa dei numerosi problemi incontrati dai volontari a consegnare i beni di prima necessità via terra.

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I convogli di camion infatti sono considerati la forma più efficiente per la consegna delle forniture. Inoltre, il Programma Alimentare Mondiale aveva escluso in precedenza l'utilizzo degli aerei per le grandissime difficoltà nell'ottenere l'utilizzo dello spazio aereo, nella ricerca di aree adatte allo sgancio e nell'organizzazione della distribuzione a terra. Purtroppo però questa zona di guerra è molto pericolosa perché si incontrano le truppe fedeli al presidente Bashar al - Assad, le forze ribelli e lo Stato Islamico che bloccano l'accesso stradale alla regione; per questto, Jon Egeland, presidente di una task force umanitaria, ha dichiarato infatti a metà febbraio la necessità del trasporto aereo degli aiuti, unica strategia per poter nutrire gli abitanti di Deir el-Zor. 

La situazione siriana

Mentre l'Europa litiga per vedere come dividersi questi nuovi ospiti visti da alcuni governi come "scomodi", nel paese mediorientale la gente muore. Le agenzie umanitarie stimano fino a 500.000 siriani sono attualmente sotto assedio e molti di loro sono sospettati di essere affamati .

In Deir al - Zour, l'ONU afferma che quasi 200.000 persone sono sotto assedio. La città siriana orientale aveva, prima del conflitto,una popolazione di quasi 240.000 abitanti.  In Siria stiamo avendo una vera e propria diaspora dai caratteri sempre più umanitari. I volontari stanno attrezzandosi in questi giorni per offrire altri beni di prima necessità e di primo soccorso alla popolazione siriana e sta approffittando del cessate il fuoco di Russia e Stati Uniti, in vigore dal 26 febbraio, per inviare convogli di camion nella regione.