Lo Stato Islamico, tristemente noto per le atrocità commesse, spaventa tutti e anche in Italia c'è chi inizia a pensare al peggio. Le ultime notizie provenienti da questo gruppo terroristico risalgono a domenica 21 febbraio 2016, giorno in cui l'ISIS rivendica le esplosioni avvenute nelle città siriane di Homs e Damasco che  hanno provocato la morte di almeno 140 civili. I dati pervenuti non sono ancora chiari, tuttavia sono in molti a pensare che il numero delle vittime diffuso dai media non sia esatto; tale numero sarebbe, come sempre accade nei momenti iniziali che seguono avvenimenti di tale portata, errato per difetto.

Pubblicità

83 morti a Damasco e 57 ad Homs

Sono almeno quattro le esplosioni che hanno colpito Sayyida Zeinab, sobborgo a sud di Damasco, provocando la morte di 83 persone; tale cittadina è considerata un luogo sacro dai musulmani, in quanto ospiterebbe la tomba del nipote del profeta Maometto. 57 invece sarebbero le vittime di un doppio attentato terroristico avvenuto ad Homs, antica cittadina siriana di origine romana. Subito dopo gli attentati terroristici di domenica 21 febbraio, lo Stato Islamico (IS) ha rivendicato la propria responsabilità negli atroci gesti consumatisi nelle due città, che già in passato vennero prese di mira dai militanti del gruppo terroristico islamista.

L'agenzia di stampa Amaq, legata allo stato islamico, ha diffuso la notizia secondo la quale i terroristi avrebbero agito detonando un'autobomba e facendosi saltare in aria grazie all'utilizzo di cinture esplosive

Homs, l'ex-capitale della rivoluzione

Le deflagrazioni avvenute ad Homs sono state indirizzate contro un quartiere alawita, setta alla quale appartiene il presidente siriano Bashar al-Assad. Tale città è stata anche uno dei primi centri in cui ebbe inizio la rivolta contro il presidente stesso, tanto da aggiudicarsi il nome di "capitale della rivoluzione".

Pubblicità

In seguito ad un accordo di 'cessate il fuoco' avvenuto alla fine dello scorso anno, i ribelli abbandonarono la città riconsegnandola nelle mani del governo. Appare molto singolare il fatto che tali tragici avvenimenti siano avvenuti a distanza di poche ore delle ultime dichiarazioni rilasciate dall'Osservatorio Siriano per i diritti umani con sede nel Regno Unito. Le dichiarazioni parlano di almeno 50 militanti dello Stato Islamico uccisi nelle ultime 24 ore ad est di Aleppo, da parte delle truppe governative.

Da parte sua il presidente siriano Assad spera di essere ricordato come l'uomo che ha salvato la Siria. "Se la Siria sarà sana e salva, sarò io colui che avrà salvato il suo paese", sono queste le dichiarazioni presidenziali rilasciate al quotidiano spagnolo 'El Pais', in risposta alla domanda di come sarà il futuro della Siria nei prossimi dieci anni.