Sono sbarcati ieri mattina intorno alle dieci sulle coste di Torre Salsa in territorio di Siculiana (Agrigento) circa trenta migranti che dicono di essere partiti dalla Libia su una carretta fatiscente. La guardia costiera di Porto Empedocle e quella di Catania hanno subito iniziato le ricerche in mare con l'ausilio di un elicottero. I venti profughi, arrivati sulla battigia sono stati subito fermati dalle autorità italiane che li hanno soccorsi e medicati. Alcuni di loro sono stati portati in ospedale con le ambulanze inviate sul posto dalla sala emergenze del 118 Sicilia.

La questura di Agrigento fa arrestare gli scafisti

Gli stessi hanno informato le autorità italiane che alcuni dei loro compagni, dopo una lite con uno degli scafisti, sono stati buttati in mare al largo delle coste.

Si temono almeno cinque morti. La guardia costiera di Porto Empedocle ha fatto alzare in volo due elicotteri dalla postazione di Catania per cercare i cadaveri nelle acque del Mar Mediterraneo. Uno sarebbe stato già avvistato e una motonave è già partita dal porto agrigentino per il recupero. 

Sulla spiaggia di Siculiana si è recato anche il Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e la procura ha già aperto un'inchiesta per omicidio premeditato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Da vent'anni circa questa parte dell'agrigentino insieme a Lampedusa sono state protagoniste di sbarchi e di tragedie come quella di oggi. Gli inquirenti agrigentini hanno accatastato sulle scrivanie dei loro uffici centinaia di pagine di fascicoli d'inchiesta.

La gestione dei flussi migratori gestita anche grazie al dispositivo "Frontex" messo in atto dalla comunità europea che ha aiutato molto le autorità italiane non basta più a contenere gli arrivi e soprattutto le stragi.

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Basti pensare alla tragedia che si è consumata a largo di Lampedusa due anni fa quando morirono centinaia di persone e i corpi non sono stati tutti recuperati. In quella occasione ad Agrigento arrivarono ambasciatori e diplomatici di Stati africani ed europei per rendere omaggio alle vittime durante i funerali di diversa religione che furono celebrati nel piazzale dell'eliporto di San Leone, lido di Agrigento.