Che la Cina sia una terra fertile lo dicono i dati storici, che hanno portato le nascite a raggiungere dei livelli insostenibili tanto da portare ad una serie di leggi che hanno persino apportato un tetto massimo alla prole di ogni singola coppia, introducendo il reato di concepimento. Ma difficilmente ci si sarebbe aspettati la compravendita di bambini, lattanti di pochissimi mesi in cambio di denaro. E cosi, dalle pagine dei social, è nata una vicenda deprecabile, che ha portato una bimba a passare di mano in mano in cambio di una cifra di denaro.

Bimba per iPhone

Al centro della storia, una bimba nata dall'unione di una coppia che non aveva messo in programma la nascita. La piccola, di soli diciotto giorni, sarebbe quindi stata venduta dopo una richiesta di compravendita ricavata mediante i social network. Il padre della piccola, consultata la sua compagna, ha quindi ritenuto giusto cederla in cambio di una cifra di circa tremila euro.

Con il ricavato gli sconsiderati genitori hanno ritenuto giusto investire nell'acquisto di un telefono cellulareoltre che accaparrarsi una nuova motocicletta. Di certo, non si può dire che la decisione sia stata dettata da problemi di carattere economico, visto l'investimento stabilito con la cifra acquisita.

La madre della bimba, una volta acclarata la situazione di illegalità del gesto, si è giustificata con le autorità ammettendo la vicendama disconoscendo la punibilità penale del suo gesto, ignorando che la vendita di una figlia fosse un reato, motivando la sua decisione dalla consuetudine di affidare in Cina i propri figli per poter essere allevati da famiglie o coppie benestanti.

La bimba venduta per comprare un iPhone, rappresenta solamente una delle molteplici vicende nelle quali i giovani, parte più debole della società, risultano essere poco tutelati nell'era moderna. Un gesto che lascia aperta una porta sulla balia dei tempi moderni, sul decadimento morale e sulla facilità con la quale un gesto come la nascita di un figlio sia ormai una consuetudine di poco valore.