Prima le cattive notizie. La fonte in questo caso è quella delle Nazioni Unite la cui analisi illustra l'Isis in crescita in Libia, perché favorita dal clima di instabilità politica. A Sirte, il Califfato avrebbe giovato del reclutamento di nuove milizie mentre a Tripoli e Sabrata sarebbero giunti nuovi foreign fighters dalla Turchia, dalla vicina Tunisia e dal Sudan. Lo Stato Islamico avrebbe ora più territori sotto il suo controllo.

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Tutto questo mentre una missione anti-Isis condotta da una coalizione in cui potrebbe spiccare il contingente italiano è ancora da definire. In proposito il nuovo leader dello Stato Islamico in Libia, Abdel Qader Al-Najdi, ha già minacciato l'Italia ponendo il nostro Paese tra i "nuovi crociati" e pregando per la "conquista di Roma".

L'esercito di Assad marcia verso Palmira

Decisamente opposta la situazione in Siria dove le truppe regolari, coperte come sempre dall'aviazione russa, stanno marciando verso Palmira.

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La storica città, autentico patrimonio archeologico devastato dall'Isis a maggio dello scorso anno, sarebbe ormai prossima a capitolare sotto i colpi dell'esercito di Assad che in questo modo aprirebbe la strada verso la provincia orientale di Deir al Zor e proseguirebbe nella riconquista dei territori occupati.

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