Annuncio
Annuncio

Gli scienziati continuano giorno dopo giorno il loro incessante lavoro alla ricerca di nuovi universi o di nuovi mondi; di presenze planetarie che potrebbero svelarci particolari a noi sconosciuti. Esistono i satelliti artificiali che l'uomo ha messo in orbita; esistono i telescopi che aiutano a scandagliare la volta celeste composta per lo più da materia oscura. Tra questi esploratori dello spazio ve n'è uno di nome Daniel Whitmire, professore di astrofisica, il quale ha posto in essere il problema delle estinzioni accadute milioni di anni fa sul nostro Pianeta.

La minaccia da parte del Pianeta 9

Intorno alla metà di marzo, degli appassionati di astrofisica hanno notato un bagliore incredibile nello spazio. L'ipotesi più promettente, tra quelle ancora non confermate, parla del fenomeno tipico di un Pianeta di grande massa.

Advertisement

Ciò vuol dire che nel nostro sistema solare l'oggetto cosmico più grande dopo il sole è il pianeta Giove. Dunque, la sua forte attrazione gravitazionale avrebbe portato oggetti più piccoli, come comete e asteroidi, a schiantarsi sulla sua superficie. In realtà, tramite gli strumenti del California Institute of technology, è stata notata la presenza di una imponente e misteriosa massa nella cintura di Kupier, ovvero la fascia di oggetti cosmici, che si estende oltre l'orbita di Nettuno, composta prevalentemente da sostanze congelate come ammoniaca, metano, e acqua. Secondo il dottor Daniel Whitmire, lo scienziato menzionato sopra, la massa di questo nuovo oggetto, il quale si va ad unire ai tanti scoperti nel corso degli anni in quella stessa cintura, sarebbe la responsabile delle estinzioni cicliche che sono avvenute sulla Terra secondo una frequenza minima di una ogni 27 milioni di anni.

Advertisement
I migliori video del giorno

Battezzato con il nome di Pianeta 9, essendo la massa di tale oggetto dieci volte superiore a quella della Terra, secondo lo scienziato attirerebbe tutto ciò che è più piccolo all'interno del sistema solare e quindi verso gli altri pianeti, tra cui il nostro. Di conseguenza viene spiegata l'origine degli impatti che hanno provocato le estinzioni delle specie sulla Terra e che continuerebbero a verificarsi anche in futuro. Le sue dichiarazioni sono riportate nella rivista "The Independent".