Sono giorni tristi per il Cinema mondiale, il cinema di una volta, quello che ha fatto la storia. Solo di pochi giorni fa la triste notizia della morte del gigante buono Bud Spencer. Chi non ricorda la celeberrima scena de "Il Cacciatore" in cui un giovane Robert De Niro sfidava la morte in una macabra roulette russa?

Il regista era lui. Michael Cimino, morto ieri 2 luglio all'età di 77 anni. Anche lui, come Bud Spencer, se n'è andato in serenità. Trascorrere una vita seguendo la propria passione è ciò che probabilmente ha fatto sì che questi giganti del cinema mondiale ci abbiano lasciati senza rimpianti. Perché sono morti come sono vissuti, amando il cinema.

Dai 5 Oscar per "Il Cacciatore" al fallimento della United Artist

Michael Cimino veniva da New York, dove nacque nel 1943. Si diploma in arti grafiche alla Michigan State University, conseguendo un secondo diploma in pittura nientemeno che a Yale. Inizia a lavorare nel cinema facendo pubblicità, per poi tentare con le sceneggiature. Un tentativo perfettamente riuscito, dato che a portare la sua firma è il copione di "Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan". L'attore e futuro regista Clint Eastwood ne rimane affascinato, dandogli poi di fatto il via nella carriera cinematografica come regista. Dopo soli pochi anni, nel 1978, il film che lo ha consacrato nell'olimpio hollywoodiano.

Una consacrazione che non lo ha reso immune dal fallimento della United Artist, la casa di produzione cinematografica fondata nientemeno che da i mostri sacri Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks, David Wark Griffith e Mary Pickford. Il film che ha fatto tracollare la società fu "I cancelli del cielo", un western per il quale furono sborsati quasi 50 milioni di dollari e che non portò al risultato sperato.

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Cronaca Nera Cinema

Il Cacciatore, film definito anarchico che denuncia gli orrori del Vietnam

Il film che ha definitivamente consacrato Cimino alla regia è senza dubbio "Il Cacciatore", che racconta la vita di 3 amici arruolati nella guerra del Vietnam che rimangono prigionieri dell'esercito vietcong. 5 Oscar, tra cui uno per la regia e uno come miglior film. Un film definito anarchico, che infieriva sugli orrori di una guerra ancora oggi mai dimenticata dagli stessi americani. De Niro, Cristopher Walken, John Savage e Meryl Streep resero un definitivo capolavoro il film per cui, di fatto, si spera che Cimino verrà sempre ricordato.

Negli ultimi anni infatti i quotidiani specializzati in cronaca "hollywoodiana" non risparmiavano commenti sarcastici sull'aspetto estetico del regista.

Le polemiche sulle operazioni di chirurgia estetica

Tra le foto dell'articolo in allegato si può vedere un'immagine di Michael Cimino di soli pochi mesi fa. Un aspetto radicalmente modificato rispetto a quello degli anni passati. Il regista si era infatti sottoposto a diversi interventi di chirurgia estetica che gli avevano donato però delle sembianze femminili. Per questo motivo veniva criticato.

Una polemica fortunatamente terminata, come un sipario calato per l'ultima volta sulla rappresentazione di una vita dedicata al cinema. Si attendono i funerali. Chissà se, come avvenuto proprio per Bud Spencer, al cui funerale è stata intonata la celebre canzone di "Altrimenti ci arrabbiamo", i suo fans gli dedicheranno un tributo speciale.

Addio Michael. 

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