2

Alle 20.30 (ora locale), di sabato 17 settembre, una forte esplosione è avvenuta nel quartiere di Chelsea, a Manhattan. In Italia erano circa le 2.30 quando l'ordigno è esploso tra la 23° strada e la 6° Avenue. Non si sono registrate vittime, ma sono 29 le persone rimaste ferite, di cui una in modo grave. Dai rilievi compiuti dalle autorità sappiamo che si è trattato di un ordigno rudimentale, posto in un cassone per lo scarico di grandi rifiuti. Un altro ordigno, inesploso, è stato ritrovato tra la 27° strada e la 6°-7° Avenue. Anch’esso artigianale, costruito con una pentola a pressione collegata con fili elettrici, la cui realizzazione risulta semplice ed economica.

Le dichiarazioni di de Blasio e Cuomo

Il sindaco della città, Bill de Blasio, è subito intervenuto sul posto, tranquillizzando sulle condizioni di salute delle persone rimaste ferite. È di oggi l'intervento del Governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che ha parlato di danni significativi a livello strutturale, per quanto il controllo della metro e nelle zone circostanti per eventuali ulteriori danneggiamenti ha dato esito negativo. Cuomo, sollevato per l'assenza di vittime, ha aggiunto l’invito ai newyorkesi di sentirsi al sicuro; domani potranno riprendere le loro attività quotidiane. Per quanto riguarda l’accaduto ha commentato che non sembra esservi un collegamento, per ora, al terrorismo internazionale, non essendo avvenuta alcuna rivendicazione. Il suo appello è quello di non cedere al panico e alle speculazioni. Anche le agenzie investigative non hanno ancora trovato alcuna connessione con il terrorismo internazionale, ma sarà comunque organizzata una Joint Terrorism Task Force.

I migliori video del giorno

Il governatore ha negato la presenza di ragioni per supporre un’ulteriore minaccia, ma a titolo precauzionale saranno disposte, in queste ore, mille unità di polizia e guardia nazionale per monitorare i punti sensibili. 

La reazione dei candidati alla Casa Bianca

Donald Trump, che ha ricevuto la notizia mentre si trovava in Colorado per un comizio elettorale, ha affermato la necessità di diventare duri e far cessare episodi del genere, dicendosi preoccupato per tutto quello che sta accadendo nel mondo e negli USA. Hillary Clinton, molto preoccupata, ha affermato di star seguendo le attività degli investigatori, ma non si sbilancia sull'accaduto. Un atteggiamento, senza dubbio, più prudente di quello del candidato Repubblicano, che si è mostrato, in linea con il suo stile, più aggressivo. Questa ulteriore distanza tra i candidati, va forse anche posta in relazione con il diverso momento, a livello di campagna elettorale, che i due candidati stanno attraversando: la Clinton ha avuto un mese difficile, a seguito delle speculazioni sul suo stato di salute, ed appare, quindi sulla difensiva; Trump è invece in piena offensiva, forte dell’accorciarsi delle distanze nei sondaggi.

Domani al via il dibattito generale della 71° sessione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Ad accrescere le preoccupazioni per ulteriori atti terroristici si aggiunge la presenza in città di circa 135 leader internazionali in occasione della 71° Assemblea Generale dell’ONU che inizierà domani, lunedì 19 settembre. Obama arriverà a New York in serata, insieme ad altri capi di stato mondiali; la città è già blindata, pronta ad ospitare la riunione presso il Palazzo di Vetro. Il tema centrale del vertice, l’ultimo sia per il segretario generale Ban Ki-Moon che per l’attuale presidente statunitense, sarà occupato dal dibattito sulla crisi migratoria. Per il 21 settembre è previsto l’intervento del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, a nome dell’UE. L’assemblea si prefigge di trovare una risposta alla crisi, tentando di affrontarne le cause; al termine del vertice verrà adottata una Dichiarazione di principi ed impegni, base per un futuro Global Compact.