Sneha Anne Philip rappresenta una di quelle storie misteriose e curiose che alimentano le fantasie complottiste delle persone, in quanto la sua vicenda ha assunto nel tempo dei colori veramente oscuri. La sua presenza è legata alla vicenda dell'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle perché viveva nella zona, ma i familiari della donna scomparsa si sono sempre battuti per negare che lei si trovasse lì. Infatti il suo corpo non verrà mai ritrovato. Perché la famiglia ritiene che non sia morta lì e lo fa con molta insistenza? A quanto pare il motivo è che stando alle testimonianze la donna conduceva una doppia vita e la scomparsa volontaria, approfittando della situazione di confusione apocalittica, non è affatto da escludere.

Sneha Anne Philip e le indagini private del marito

In seguito alla scomparsa della moglie, il marito ha condotto indagini private insieme a un ex investigatore dell'FBI, arrivando a fare due distinte ipotesi, delle quali nessuna ha mai convinto del tutto polizia e familiari: un'idea è stata quella di una morte dovuta a un suo coinvolgimento nel crollo delle Torri Gemelle, mentre un'altra ipotesi è stata quella di un incidente completamente estraneo alla vicenda dell'11 settembre 2001, del quale sabato ricorreva il quindicesimo anniversario. Non aver ritrovato il corpo della donna alimenta invece l'ipotesi di una scomparsa ben diversa.

Alcol e droga nella vita di Sneha Anne Philip?

Dalle indagini che sono state dirette dalla polizia di New York emergerebbe un'altra verità, che sicuramente va oltre la storia dell'attentato o di un suo sfortunato coinvolgimento nel crollo delle torri.

I migliori video del giorno

Sembra infatti che dalle ricerche della polizia sia emersa una doppia vita del medico di origine indiana, fatta di alcol, droga e di una accusa penale che avrebbe portato ad un epilogo diverso della sua storia come quello di un abbandono volontario della vita che conduceva. Questo approfittando del fatto che molti riconoscimenti dei dispersi erano difficoltosi, e diverse persone mancavano all'appello.

La famiglia di Sneha accusa la polizia

La famiglia ha sempre lamentato il fatto che non ci fossero assolutamente prove che potessero avvalorare la tesi della sua morte nell'attentato, accusando addirittura le autorità di falsificazione di prove per sostenere la sua vita sregolata. La verità purtroppo non si conosce, l'unica cosa certa è che è stata classificata come vittima ufficiale nel crollo delle Torri Gemelle, come numero "2751". Un fatto che resta ancora oggi misterioso e inquietante, che sembra destinato a rimanere tale per sempre. Il disastro dell'11 settembre 2001 ha lasciato un dolore insanabile nel cuore del mondo intero, ma oggi si cerca di ricominciare e dare dimostrazione della volontà e del coraggio con la nuova immagine del World Trade Center.