E' stato lui ad uccidere e mutilare orribilmente lo zio al culmine di anni di rancori e dispetti sempre più pesanti; ha confessato l'infermiere Claudio Borgarelli, in carcere a Marassi da giovedì scorso per aver ucciso lo zio Albano Crocco nei boschi di Lumarzo (Genova). L'uomo, che aveva negato fino all'ultimo di essere l'assassino di Crocco, è crollato davanti al gip nel corso del primo interrogatorio. "Si, sono stato io - avrebbe detto - stavamo discutendo lungo il sentiero, poi lui ha iniziato ad insultarmi e sputarmi addosso. Non ci ho visto più e l'ho ucciso". Il movente dell'omicidio è quello sin da subito sospettato dagli inquirenti: tra Crocco e il nipote non correva buon sangue da molto tempo, all'inizio per un banale accumulo di rifiuti edili scaricato dalla vittima davanti all'abitazione di Borgarelli e poi proseguito per discussioni dovute a transenne, recinzioni e paletti.

Infine, la mattina dell'11 ottobre, Crocco era uscito di casa attorno alle 7 per andare a cercare funghi nei boschi ed aveva deciso di parcheggiare la propria autovettura proprio davanti alla casa del nipote. 

La confessione

"Quando ho aperto la porta di casa, ho visto l'auto parcheggiata e i paletti divelti - ha raccontato Borgarelli al gip - ho seguito mio zio portandomi dietro la pistola, in quanto credevo che fosse armato anche lui. Abbiamo discusso finché non mi ha insultato e gli ho allora sparato due colpi uccidendolo; non so perchè l'ho decapitato, non me lo so spiegare". L'arrestato ha ripercorso tutte le fasi del delitto; ad esempio, ha trascinato via il cadavere di Crocco con l'ausilio di una corda. E' poi tornato a casa, dove ha infilato la testa in un sacco per gettarla in un cassonetto; è stato anche ripreso da alcune telecamere di videosorveglianza mentre trasporta il sacco sospetto.

I migliori video del giorno

La pistola, invece, è stata sequestrata dagli uomini del Ris: "La vicenda del sentiero mi aveva ossessionato, anche se avevo sempre voluto bene a mio zio - ha infine detto Borgarelli - mi sentivo vittima di un'ingiustizia, ma non posso più sopportare il peso di questo omicidio". Forse il suo legale chiederà una perizia psichiatrica. "Se è stato lui, spero che non esca mai più dal carcere - ha dichiarato Daniela Crocco, figlia di Albano - per me è un doppio dolore, mi sento tradita da una persona che non era solo un cugino, ma anche un amico caro".