Quando ha visto i tecnici di Abbanoa che armeggiavano di fronte alla cassetta dove c’era anche il suo contatore dell’acqua (abusivo), li ha minacciati di morte e ha stracciato da terra il tubo principale che collega tutti i contatori di via Dalmazia 301, dove era allacciato anche il suo appartamento, a Carbonia. Giorgio Mocci, 43 anni, disoccupato del posto, è stato arrestato ieri, lunedì, dai Carabinieri per interruzione di pubblico servizio, minacce a Pubblico Ufficiale, furto continuato e danneggiamento aggravato. 

L’uomo, pluripregiudicato, dopo tutti gli accertamenti di rito è stato rinchiuso in una camera di sicurezza della Stazione dei Carabinieri di Carbonia in attesa del processo per direttissima che è stato celebrato questa mattina in un’aula del Tribunale di Cagliari.

Il giudice ha convalidato l’arresto e gli ha imposto l’obbligo di firma giornaliero: il dibattimento, su richiesta del suo legale, è stato celebrato con il rito abbreviato. 

Un raptus improvviso

L’increscioso episodio di cui è stato protagonista Giorgio Mocci è scoppiato quasi all'improvviso. I tecnici di Abbanoa, infatti, erano stati chiamati in via Dalmazia, al civico 301, perché qualcuno aveva segnalato delle anomalie nell’impianto che eroga l’acqua dalla rete alle abitazioni. Durante i controlli gli specialisti hanno trovato un allaccio, del tutto abusivo e perfettamente funzionate, che collegava illegalmente la condotta alla casa di Giorgio Mocci, chiaramente senza passare dal contatore. Insomma si trattava di un probabile furto di acqua. 

Le minacce

Per questo motivo – secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri – hanno fatto notare l’anomalia all’uomo che, per impedire al tecnico di finire il lavoro di ripristino del contatore, li ha minacciati più volte di morte.

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Dopo che ha capito che i suoi sforzi non sarebbero serviti a niente, allora ha ben pensato di staccare dalla condotta il tubo principale dell’acqua che collega la rete a tutte le abitazioni. Tutto questo mentre urlava e insultava i tecnici di Abbanoa. A quel punto è partita una telefonata ai Carabinieri di Carbonia che dopo poco hanno raggiunto via Dalmazia. Mocci era su tutte le furie. Continuava a minacciare chi stava facendo il suo lavoro e anche i militari che hanno dovuto faticare per riuscire a portare la situazione alla normalità.