Bethany Thompson ha sconfitto il cancro all’età di tre anni, ma non il bullismo. La malattia l’aveva profondamente segnata, non solo a livello morale, ma anche fisico: nel suo viso portava i segni di una malformazione. Il tumore infatti le aveva provocato un danno ai nervi facciali ed è stata fatta oggetto di scherno per questo. Vittima del bullismo dei suoi compagni di scuola, la Triad Middle School, di Cable, un paesino a nord ovest di Columbus, nell’Ohio.

Continui scherzi e prese in giro. Questi episodi erano già stati denunciati dalla stessa Bethany al preside della scuola, ma erano rimasti inascoltati. O meglio, sembrava che fossero finiti.

Invece i bulli continuavano a deriderla e tutto ciò è stato insopportabile, fino a quando l’11enne ha deciso di togliersi la vita.

I propositi di suicidio e l’episodio di bullismo nella stessa scuola

Purtroppo Bethany aveva già lasciato intendere alla sua migliore amica l’intenzione di suicidarsi, di farla finita, ma non era stata presa sul serio. Anche i genitori erano a conoscenza degli scherzi che venivano fatti alla loro figlia per quel sorriso “storto” e lei aveva manifestato più volte tristezza e rabbia. Così dopo l’ennesimo episodio di bullismo in cui si è sentita ridicolizzata, una volta tornata a casa Bethnay ha preso la pistola che ha trovato e si è uccisa.

Nella stessa scuola c’era stato un precedente. Nel 2012 un bambino di 12 anni  si era suicidato, sempre per questioni legate al bullismo.

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Da quell’episodio c’era stata la ferma volontà da parte dei dirigenti scolastici di cambiare il clima nell’istituto e a combattere il fenomeno. E' proprio a partire dalla scuola che va contrastato il bullismo, diventato ormai una piaga.

Se non ci fosse stata la pistola sarebbe ancora viva?

L’arma con cui la ragazzina si è tolta la vita era in una mensola del salotto, ben visibile e facile da prendere. Perché quella pistola era lì, accessibile a Bethany? Se non fosse stata così a portata di mano, sarebbe ancora viva adesso?. Non potremo mai saperlo, certo è che in una situazione così esasperata, aver avuto a disposizione un'arma ha facilitato il suo proposito di suicidio. Questo riapre il dibattito, da sempre acceso, sul possesso di armi e sulla loro facile reperibilità negli USA.

E’ un diritto garantito addirittura dal secondo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d'America e rende possibile la detenzione di armi da fuoco da parte di chiunque. Secondo uno studio di Archivio Disarmo, in Usa ci sarebbero 89 armi ogni 100 abitanti, provocando una media di 30 vittime al giorno.

Una tragedia dunque che presenta due aspetti inquietanti: il bullismo, fenomeno crescente anche in Italia e che miete vittime e il facile reperimento di armi da parte anche di minori, spesso autori o vittime di stragi.