Il Terremoto di magnitudo 6.5 che ha scosso Norcia domenica mattina è il più potente mai registrato in Italia dopo il terribile sisma che nel 1980 colpì l'Irpinia. Al momento gli sfollati tra le Marche e l'Umbria sono rispettivamente 25 e 5 mila. I dati che giungono però dalla presidenza del Consiglio, parlerebbero addirittura di un bilancio finale che vedrà 100 mila persone senza casa. Matteo Renzi è intervenuto sulla situazione parlando prima dell'emergenza abitativa immediata e, successivamente, di quelle che saranno le operazioni di ricostruzione. I danni sono stati ingenti, e ancora non si è finito di calcolare a quanto ammontano in via definitiva.

Unica notizia positiva è la conferma dell'assenza di vittime e dispersi; ci sono diversi feriti ma al momento sarebbero tutti fuori pericolo.

Il terremoto ha fatto danni gravissimi

La difficoltà nel fare una stima definitiva e precisa dei danni è dovuta al fatto che il terremoto ha distrutto monumenti ed edifici storici di valore non quantificabile, per cui diventa arduo riuscire a dare una dimensione esatta del disastro. Molte di queste strutture rappresentavano elementi di spicco del Medioevo umbro, che hanno caratterizzato il periodo migliore a livello artistico della regione, con realizzazioni di bellezza e magnificenza ineguagliate nel mondo. Nessuna ricostruzione potrà mai restituire questo patrimonio ai paesi colpiti che sono stati devastati dal terremoto e che rischiano di aggiungersi ai moltissimi luoghi fantasma che ci sono in giro per l'Italia.

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Alloggi momentanei e ricostruzione

Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, ha detto che le persone attualmente senza abitazione dovranno essere alloggiate in luoghi confortevoli e tranquilli perché dormire nelle auto non ha senso e soprattutto non è più la stagione adatta. "Non vogliamo deportare le persone, ma vogliamo che possano trascorrere una notte tranquilla", ha detto Errani. Matteo Renzi affronta il tema della ricostruzione dopo il terremoto non nascondendo che ci sono delle difficoltà oggettive, che però non fermeranno la volontà e l'impegno da parte dello stato nel velocizzare il più possibile le operazioni. "C'è un'emergenza della ricostruzione. Ci vorrà tempo e ce la faremo, purtroppo la bacchetta magica non ce l'abbiamo. Forse di tempo ce ne vorrà molto, ma ce la faremo", queste le parole del premier.