I fatti sono accaduti due giorni fa a Licata, comune di 38mila abitanti della provincia di Agrigento. L'equipaggio di una pattuglia dei Carabinieri, composto da due militari, ha fermato un gruppo di otto persone, poi risultati cittadini romeni, chiedendo loro i documenti per un normale controllo. Ma il gruppo alla richiesta ha reagito aggredendo i Carabinieri, con una tale violenza da rendere necessario il trasporto all'ospedale dei malcapitati.

Provvidenziale l'arrivo sul posto di una seconda "gazzella" dei Carabinieri, che ha permesso di evitare che gli aggressori avessero la meglio, riuscendo a trarli in arresto.

Il pestaggio dei carabinieri

I carabinieri hanno fermato un gruppo di otto uomini per quello che doveva essere un normale controllo di documenti. Ma questi alla richiesta di esibire i documenti hanno reagito male, arrivando a sferrare calci e pugni contro i militari, che però sono riusciti a chiedere aiuto alla centrale operativa.

Sul posto è arrivata tempestivamente un'altra pattuglia, e una volta ridotto il divario numerico i militari sono riusciti ad avere la meglio e arrestare gli aggressori. Una volta assicurati alla giustizia i membri del gruppo, i carabinieri hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso.

In un episodio simile arrestati altri due romeni

Sempre a Licata i Carabinieri in questi giorni hanno arrestato due ventenni, sempre di nazionalità romena, per avere aggredito l'equipaggio di una pattuglia.

I militari erano impegnati in un giro di perlustrazione del territorio quando hanno notato due uomini per strada che strattonavano una ragazza. I carabinieri sono intervenuti, e anche in questo caso alla richiesta di esibire i documenti i fermati hanno reagito aggredendo i militari, che però sono riusciti a bloccarli e ammanettarli. Gli arrestati sono due ventenni già noti alle forze dell'ordine.

Negli ultimi anni gli episodi di aggressione nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine durante lo svolgimento del servizio sembrano essersi moltiplicati.

Anche le pattuglie di militari impegnati nell'operazione "strade sicure" sono più volte finiti al centro di aggressioni.

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