Non finiscono i guai per il noto ginecologo Severino Antinori, imputato nel processo relativo alla presunto prelievo forzato di ovuli a una infermiera che prestava servizio presso la clinica Matris. Adesso, il medico è accusato da un'infermiera, che sostiene di essere stata molestata pesantemente il 23 dicembre 2015. Ieri, dinanzi al gup Carlo Ottone De Marchi, il pm Bianca Baj Macario ha chiesto il rinvio a giudizio di Severino Antinori. L'indagine è scaturita dalla denuncia sporta dalla stessa infermiera.

Il 10 marzo 2017 la prossima udienza

Nuova imputazione per il ginecologo Antinori.

Adesso l'uomo è accusato di violenza sessuale. Ieri, in aula, era presente anche il legale del luminare, Gabriele Vitiello. Questo ha affermato che l'infermiera ha denunciato il suo assistito non solo perché fu licenziata ma anche per l'esortazione di altri dipendenti della clinica Matris, anche loro allontanati dalla struttura sanitaria. Secondo Vitiello, insomma, la denuncia dell'infermiera ha il 'sapore' di vendetta. Per Vitiello ci sarebbe stata una congiura mirata all'allontanamento di Antinori dalla clinica famosa specialmente nel campo della fecondazione assistita. Il prossimo 10 marzo 2017 si svolgerà un'altra udienza, quella decisiva, nel corso della quale verrà sentito dal gup anche l'altro difensore del ginecologo.

Prelievo forzoso di ovuli: le parole della Kustermann

Il processo relativo al prelievo forzoso di ovuli a un'infermiera spagnola continua. Lo scorso mese, è stata sentita dai giudici anche Alessandra Kustermann, primaria della clinica Mangiagalli di Milano. La donna, senza giri di parole, ha confessato che nella sua vita non ha mai visto un caso simile. Secondo la primaria, lividi e tracce di agopuntura sono conciliabili con il racconto dell'infermiera. La Kustermann ha detto di non aver mai mandato le sue pazienti da Antinori, professionista che conosce da tanti anni, in quanto non condivide le sue opinioni riguardo alla fecondazione assistita. Il processo continua. I giudici dovranno scoprire se, effettivamente, il ginecologo bloccò e narcotizzò l'infermiera per espiantarle ovuli che, poi, avrebbe impiantato su un'altra paziente.