Il racconto a “La vita in diretta” di una donna che don Contin voleva avviare alla prostituzione, le pesantissime accuse nei suoi confronti dell’ex amante e di altre 7 donne, hanno costretto i vertici della Curia padovana a rompere gli indugi. Il vescovo Cipolla, pur dichiarandosi “incredulo e sofferente” ha sospeso “a divinis” il parroco della chiesa San Lazzaro, a Padova. In attesa degli accertamenti necessari ad arrivare alle sue dimissioni dalla vita clericale.

Una decisione ormai improrogabile, perché la vicenda va ben oltre le perversioni di don Andrea. Ci sono altri sacerdoti coinvolti e non solo, ma anche risorse economiche misteriose. Infatti, dalle indagini risulta che l'ex parroco, soggiornava in alberghi di lusso e località frequentate da scambisti. Il vescovo sostiene che questa decisione non è dovuta al clamore mediatico ma a verifiche effettuate dalle autorità ecclesiastiche.

Forse. Ma si dà il caso che la denuncia della sua amante, fatta il 6 dicembre e le sconvolgenti accuse pubblicate dal Mattino di Padova il 21 gennaio, non hanno avuto l’effetto di questa intervista rilasciata alla Rai, il 31 gennaio, da una donna che aveva ricevuto dal prete “soltanto” proposte indecenti.

Anna, una donna padovana di 45 anni, ai microfoni de “La vita in diretta” con la sua testimonianza ha dato ulteriore forza alle accuse avanzate dall’amante di don Andrea: una donna di 49 anni che per un amore folle ha sopportato violenza e perversione.

Abile corteggiatore

Nell’intervista, Anna racconta che il parroco approfittando di un suo momento di fragilità, l’aveva corteggiata abilmente. Ad esempio, portandola in un ristorante di lusso a bordo di un “macchinone” decappottabile. Anche lei se n’era innamorata. Era gentile e gli mandava anche i simpatici sms ma poi si fissò con l’idea di farla prostituire. Gli sms cominciarono a diventare di tutt’altro genere.

Le chiedeva il numero degli uomini con cui era disposta a stare: ipotizzava 2, 3, 4 e persino 8.

Anna dice di essersi confidata dell’accaduto solo con un’amica senza mai contattare la Curia. Al contrario, la sua ex amante che aveva tollerato ogni sorta di tormento, non sopporta il tradimento e decide di denunciarlo. Dalle pagine del verbale viene fuori un racconto allucinante iniziato nel 2010, quando don Contin la invita in parrocchia, per una breve conversazione ma a sorpresa l’abbraccia e la bacia sulla bocca.

La valigetta degli aggeggi

Il fatto non ha un seguito immediato ma nei primi mesi del 2011, in parrocchia hanno il loro primo rapporto sessuale “molto aggressivo”. La donna perde la testa. Si innamora follemente di don Andrea e comincia ad assecondare ogni suo desiderio anche il più malsano. Ormai sono talmente intimi che il parroco le dà le chiavi della canonica. Ma in maniera esponenziale comincia a manifestare i lati peggiori di sé.

Le mostra le foto di parrocchiane, che lei conosce, mentre intrattengono rapporti sessuali con altri uomini.

Comincia a scattarle fotografie dapprima vestita poi parzialmente spogliata e quindi nuda. Pretende rapporti sessuali sempre più spinti, violenti e di gruppo. Poi si arriva alla “valigetta degli aggeggi”, che il parroco porta sempre con sé. Un vero campionario di prodotti da sexy shop: vibratori, maschere, capi di pelle, attrezzi per ogni sorta di gioco erotico.

Alla ricerca di esperienze sempre più perverse costringe la donna ad adescare ragazzi e fare sesso con loro mentre lui filma, di nascosto.

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