A questo Sanremo si sta dando molta importanza a diversi temi sociali, e stasera, il tema della disoccupazione ha di certo spiccato. Michele, ragazzo di 30 anni di Udine, ha deciso di togliersi la vita, dopo diversi colloqui e diversi rifiuti. Il sistema non aiuta, e lui scrive una lettera per "giustificare" il suo atto estremo.

La lettera

"Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi str****.

Ho resistito finché ho potuto.

(La lettera non è completa).

La disoccupazione in Italia

Sanremo ha solamente toccato un tasto dolente, un tasto che ormai viene citato e citato da più fonti di informazioni, telegiornali, trasmissioni televisive e dati ISTAT. Una fascia di età che raggiunge il 39,4% e una percentuale totale dell' 11,9%. Siamo il terzo paese in lista con un tasso alto di disoccupazione, davanti a noi la Grecia e la Spagna e dietro di noi la Francia.

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Senza dimenticare tutti quei lavoratori stagionali, che sì, riescono a lavorare per (chi è fortunato) 6 mesi all'anno e che poi, per poter ottenere un minimo di disoccupazione deve aspettare minimo 3 mesi perchè lo stato non assume nuovo personale. I dipendenti pubblici vanno in pensione ma l'INPS non assume. Il motivo è ancora sconosciuto.

Salvatore Nicotra

Salvatore Nicotra, 69 anni, pensionato, ex dipendente del Comune di Catania.

Dopo quarant’anni di lavoro come impiegato pubblico, fa la sua comparsa a Sanremo per pregare i dipendenti pubblici che fanno i “furbetti”, così dice. “Pensateci bene, perchè c’è gente che muore!” E’ giusto denunciare i dipendenti considerati “ladri” di denaro pubblico ma è altresì vero che è un dovere apprezzare e lodare quei dipendenti pubblici che come Salvatore Nicotra, svolgono il loro lavoro non approfittando dell’essere dipendenti dello stato, ma “dando a Cesare ciò che è di Cesare”.

Salvatore dice: “Non ho mai preso un giorno di malattia e ho regalato al Comune di Catania ben 239 giorni di ferie non godute. Ho spiegato che era stata una mia libera scelta, grazie al mio approccio spirituale al lavoro”.

Un passo estremo, quello di Michele, non giustificabile, ma che non spetta a noi giudicare.

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