Sono tutti molto sereni e tranquilli, almeno a parole. Dice di esserlo il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, accusata dalla procura di aver abbassato l’iva dal 10 al 4% in cambio di un Rolex, per favorire Morace. Lo afferma anche Rosario Crocetta, governatore della Sicilia, mettendosi a disposizione dei magistrati. L’inchiesta della procura di Palermo, denominata “mare monstrum”, si allarga e travolge anche nomi eccellenti, scatenando una bufera in sede regionale e nel mondo degli affari marittimi siciliano.

Un Rolex in cambio di favori milionari

Se venisse confermata l’accusa, la Vicari si sarebbe davvero accontenta di poco. Un orologio del valore di poco più di 5.800 euro in cambio di favori milionari all’imprenditore marittimo Morace. I pm di Palermo parlano di un ammanco nelle casse dello Stato di 7 milioni di euro, che sarebbero tutti finiti nelle tasche dell’armatore, arricchendo di fatto la sua compagnia marittima Liberty Lines. La sottosegretaria alle Infrastrutture è accusata dalla magistratura di due episodi corruttivi: aver fatto passare l’emendamento che riduceva l’iva dal 10 al 4% e aver fermato la nomina all’Ars di un consulente, in materia di trasporti marittimi, non gradito a Morace.

Le prove in mano agli inquirenti sono le intercettazioni telefoniche in cui Simona Vicari, il 20 novembre del 2016, si prende il merito dell’iniziativa parlamentare: “Non ce n’è per nessuno!” ha esclamato la funzionaria al telefono con Morace. Un chiaro esempio dell’asservimento delle funzioni della senatrice ad interessi squisitamente privatistici, è l’accusa del Gip. La Vicari nel mentre si è dimessa, affermando in una nota che la sua permanenza al Ministero delle Infrastrutture potrebbe far insorgere altri sospetti, in quanto si occupa giornalmente della materia per cui è sotto indagine.

Il Governatore Crocetta garante del sistema corruttivo

L’accusa è di corruzione in concorso con Morace.

Il governatore siciliano Rosario Crocetta attende l’invito a comparire davanti ai magistrati, che dice di non aver ancora ricevuto, per fornire tutte le informazioni utili alle indagini. Nel mentre afferma di essere molto sereno. A Crocetta viene contestato dal Gip, di aver favorito l’armatore Morace intervenendo sia riguardo alla nomina del consulente dell’Ars non gradito da Morace, sia sulla questione dell’iva. Per ottenere i favori del governatore siciliano, Morace ha invitato il presidente della Regione nel suo yacht e gli ha pagato anche l’albergo a Filicudi, come racconta egli stesso al telefono. A far scoppiare tutto lo scandalo, e la relativa indagine, sulla gestione delle tratte marittime è stata una funzionaria regionale, la quale ha detto ai giudici che: “Crocetta decide la convocazione di un tavolo tecnico in cui si decide come procedere.

Quando c’è stato l’incontro tra Crocetta e Morace si è prospettata la possibilità di liquidare le spese fino ad un massimo dell’80%”. Il Governatore ha affermato di non aver nulla da temere e di essere in grado di chiarire tutto.

Gli altri indagati

Mentre l’armatore Ettore Morace è finito in carcere con l’accusa di corruzione, sono sottoposti agli arresti domiciliari l’ex sindaco di Trapani e imprenditore del vino Girolamo Fazio e il funzionario regionale Giuseppe Montalto. Obbligo di soggiorno per Antonino D’Alì, candidato di Forza Italia. Indagati, ma in stato di libertà, oltre alla Vicari e a Rosario Crocetta, Marcello di Caterina membro dello staff della Vicari, la candidata al Consiglio comunale palermitano Marianna Caronia e Salvatrice Severino dirigente regionale alle Infrastrutture. Finiti sotto inchiesta anche il luogotenente dei carabinieri Orazio Gisabella e il presidente della società Navigazione Generale Italiana Sergio La Cava.