Operavano in diverse regioni d’Italia, tra cui Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, Lombardia, Umbria e Abruzzo. I settori di maggior interesse erano le truffe assicurative e le speculazioni immobiliari, ma non disdegnavano le estorsioni e l’uso della violenza per assoggettare le proprie vittime e portare avanti i propri affari.

Operazione anti-camorra, da Gdf misure cautelari e sequestri per 700 milioni

La Guardia di Finanza di Bologna, con l’ausilio dello S.C.I.C.O. di Roma e del Comando Provinciale di Napoli, sta dando esecuzione al sequestro preventivo di 1.177 immobili, 211 autovetture, 59 società e 400 conti bancari, per un valore complessivo di 700 milioni di euro.

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I 12 uomini finiti in carcere e i 4 agli arresti domiciliari, tra cui una donna di 58 anni, avevano formato una vera e propria banda criminale con strette connessioni con diversi importanti clan camorristici.

Sodalizio criminale in combutta con i clan camorristici

Un’indagine durata anni che ha visto oggi il suo epilogo, culminato con l'incarcerazione di 12 pericolosi criminali egli arresti domiciliari per altre 4 persone. La fortunata retata di questa mattina è il frutto dell’instancabile attività investigativa della Guardia di Finanza, partita dal sequestro dell’imponente complesso abusivo ‘Parco Primavera’ di Melito, avvenuto nel 2011.

Durante l’inchiesta che ne era seguita si era scoperto che gli imprenditori che avevano realizzato la colossale struttura erano strettamente legati sia alla criminalità organizzata locale che al potente clan camorristico Di Lauro. Uno dei soci dell’impresa costruttrice, Alfredo Cicala, era sindaco del comune Melito di Napoli proprio nel periodo in cui venivano richieste e concesse le certificazioni edilizie. L’ex primo cittadino melitese era stato condannato per associazione mafiosa e sta scontando la pena in carcere.

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Le successive indagini hanno riguardato tutti gli altri imprenditori coinvolti nello scandalo ‘Primavera’; gli inquirenti hanno accertato che disponevano di ingenti disponibilità finanziarie e bancarie, del tutto incompatibili con i redditi dichiarati. Il vaso di Pandora che è stato scoperchiato dalle Fiamme Gialle di Bologna, dove i criminali gestivano numerose attività, e i militari di Napoli hanno fatto scoprire un vero e proprio impero patrimoniale che gli indagati gestivano in modo promiscuo: i soldi di provenienza illecita venivano rimbalzati da un conto all’altro, senza alcuna distinzione di ruoli e budget.

Un vero e proprio guazzabuglio di società, bilanci e conti correnti che servivano ai lestofanti solo per giustificare in modo formale i propri affari.

Colletti bianchi conniventi e società prestanome

Il gruppo criminale era ben orchestrato, gestiva affari milionari per fini personali e anche per conto della mafia campana. Ad aiutarli nell’organizzazione delle proprie attività finanziarie e immobiliari anche insospettabili colletti bianchi, funzionari di banca e commercialisti, che grazie al loro apporto hanno permesso al cartello delinquenziale di espandere e far fiorire i propri affari.

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Il commercialista Antimo Castiglione e il funzionario di banca Domenico Sangiorgi, entrambi arrestati questa mattina dalle Fiamme Gialle di Bologna e Napoli, erano in costante rapporto con i clan camorristici e da loro hanno ottenuto numerosi vantaggi personali in cambio dei favori resi ai mafiosi. Il Sangiorgi si è occupato in varie occasioni, come appurato dalla intercettazioni telefoniche, di avvisare i membri del clan quando vi erano accertamenti disposti dalla magistratura o anche interni alla banca stessa dove prestava servizio.

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Mentre il commercialista Antimo Castiglione gestiva direttamente sia i passaggi societari che i patrimoni degli indagati e si inventava tutti gli escamotages possibili per eludere i controlli e le probabili investigazioni degli inquirenti. I soldi utilizzati dal sodalizio criminale provenivano dai vertici di vari clan camorristici, tra cui i Mallardo, Puca, gli Scissionisti, Aversano, Verde, Di Lauro e Perfetto. Per capitalizzare i propri investimenti i criminali truffavano le assicurazioni, inventandosi falsi incidenti, allagamenti e finti incendi.

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