La settimana scorsa migliaia di donne marocchine hanno riempito le piazze di molte parti del Marocco, chiedendo la fine dell'istituto poligamico e una più generale revisione del diritto di famiglia.

La mancata uguaglianza sessuale

Le organizzazioni dei diritti delle donne nazionali dichiarano che la realtà non rispetti la Costituzione marocchina, di recente approvazione del re Mohamed VI, che afferma l'uguaglianza dei sessi e parità di diritto.

La sociologa marocchina Yasmin Wardi ha detto al quotidiano Al-Arabiya che le donne marocchine vengono costantemente discriminate e c'è bisogno di un cambio di passo, in linea con la Costituzione progressista del Paese.

L'abolizione della poligamia

Ma è la poligamia il vero nerbo di questa protesta. Nel Regno del Marocco la poligamia è autorizzata solo se vengono rispettati diversi criteri: deve essere approvata dal tribunale, la prima moglie deve acconsentire e l'uomo deve avere sufficiente reddito per mantenere le sue mogli e, dunque, le sue famiglie.

La poligamia è vista come un istituto islamico vetusto che, sebbene ristretta e controllata, lede ancora i diritti delle donne e la loro dignità e per questo le manifestanti ne hanno chiesto a gran voce l'abolizione totale.

Altre battaglie portate avanti nelle piazze sono state l'equità delle quote ereditarie tra i sessi, attualmente minori per le donne; il diritto di sposare uomini non musulmani, dato che la legge marocchina prevede che la donna presenti un documento del compagno che ne attesti la conversione all'Islam.

La Mudawwana disciplina tutte queste materie - cioè lo Statuto personale marocchino - che è legge fondamentale sulla famiglia dal 2004 e presenta innovazioni rispetto alla precedente carta costituzionale del regno degli anni '50.

La poligamia islamica in Occidente

Nel 2016 aveva fatto scalpore un esponente del mondo islamico italiano, Hamza Roberto Piccardo, che in seguito all'approvazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, aveva avanzato (provocatoriamente o no, non si sa) la possibilità di riconoscere tutti i tipi di famiglia, quindi anche la poligamia islamica, scatenando sulla stampa e sui social reazioni incuriosite e indignate di tutti gli schieramenti e della cittadinanza comune.

La poligamia risulta proibita in quasi tutto il mondo, eccetto appunto nei Paesi a maggioranza musulmana, in alcuni Paesi africani, in India e negli Stati ex-russi con restrizioni.

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