Alternative fur Deutschland, ossia Alternativa per la Germania, è un partito liberal-conservatore, euroscettico e di destra populista, fondato nel 2013 da Bernd Lucke, professore di macroeconomia ad Amburgo, che alle elezioni federali del 2017 si è piazzato al terzo posto, poco dopo dietro i Socialdemocratici di Martin Schulz, in netta emorragia di voti, prendendo quasi il 13% dei consensi al Bundestag e sancendo, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, il rientro al Parlamento di una formazione politica di estrema destra.

Di cosa si tratta

Se alle elezioni federali del 2013 aveva preso il 4%, nel corso del decennio ha vissuto una costante crescita a livello locale, regionale e nazionale. Basti pensare solo recentemente che ha preso il 14,1% a Berlino o il 24,2% in Sassonia-Anhalt.

Emerge dunque un partito che vuole lo stop immediato alle sanzioni economiche contro la Russia, sostiene il nucleare e vorrebbe abrogare la legge sulle rinnovabili. Quanto alla famiglia, Afd non si limita ad essere contrariato alle adozioni e matrimoni gay, ma è tendenzialmente antiabortista (l'ex candidata Frauke Petry aveva chiesto un referendum in merito) e "natalista" e si spinge oltre: si oppone rigorosamente alle politiche di gender mainstreaming come ad esempio l'incentivazione delle quote rosa o le cattedre universitarie sugli studi di genere.

Il partito vuole poi un rafforzamento della cultura germanica, una sorta di Leitkultur (cultura guida), obbligando opere nazionali in orchestre, musei e teatri e per la fine del cosiddetto "culto della colpa" vigente dal secondo dopoguerra. Ma l'argomento di punta di AfD è, oltre all'euroscetticismo, la questione migratoria.

Nel 2016 la Petry ad un'intervista a Repubblica aveva detto che "Angela Merkel e i governi che l'hanno preceduta hanno la responsabilità di una politica migratoria catastrofica", giustificando il movimento anti-Islam noto come Pegida, manifestazione del malessere dei cittadini tedeschi contro un'immigrazione a suo dire incontrollata e favorita dall'Unione europea.

Il caso di Alice Weidel

Nel 2017 la candidata di AfD è Alice Weidel, 38 anni, bianca tedesca, bionda, consulente aziendale, laureata in economia, che ha fatto coming out senza la paura di perdere voti a destra: ha una compagna dello Sri Lanka con due figli. Nonostante guidi un partito tendenzialmente contrario ai diritti LGBT, AfD promuove la "mano dura" contro profughi e immigrati che non rispettano la tolleranza tedesca e gli omosessuali. Questi ultimi effettivamente si sono dimostrati intenzionati a votarla, intimoriti dall'Islam radicale e dal multiculturalismo di una capitale come Berlino che non è più visto come una ricchezza bensì come una potenziale minaccia (se incontrollabile).

La capitale tedesca è sempre stata una delle capitali LGBT europee fin dagli anni '20, con circa il 10% dei suoi 3,5 milioni di abitanti facente parte della comunità gay.

Già prima della caduta del Muro, qui si rifugiavano come in una sorta di asilo politico, molti LGBT italiani. Ora, con la presenza di un 13% straniero e di molti immigrati di fede musulmana si teme la "fine della libertà". Meglio non farsi riconoscere in alcune stazioni della metropolitana, specialmente nella ex Berlino Est, o nelle strade della Kottbustor, centri della movida estiva, o intorno alla stazione di Gesundbrunnen, dove partono i treni per il Baltico; la polizia preferisce addirittura suggerisce di evitare certi quartieri o strade. Mentre in alcuni locali cosmopoliti si chiede alla clientela di esprimersi in solo inglese, un grave affronto ai più conservatori e patrioti germanofoni.

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